Morto l'ideatore dell'ovetto Kinder: la prima sorpresa di William Salice

30 dicembre 2016 ore 12:00, Andrea De Angelis
Ferrero piange l'ideatore del suo prodotto più celebre, quello che ha fatto sognare da quasi mezzo secolo milioni di bambini (e non solo). William Salice, 84 anni, è morto ieri. Era uno dei più stretti collaboratori di Ferrero, nonché l'ideatore del celebre ovetto che ha rivoluzionato il mondo dei "dolci" pensati per i più piccoli. Ma quanti sanno come si arrivò alla realizzazione di quel prodotto, pensato già alla fine degli Anni '60? In realtà, facendo un piccolo sforzo, si può immaginare come lo stesso derivi da un'intuizione legata a una delle feste più importanti in Occidente: la Pasqua. Ma cerchiamo di capirne di più.

Morto l'ideatore dell'ovetto Kinder: la prima sorpresa di William Salice
L'idea della produzione di un alimento a forma di uovo nasce nel 1968 assieme ad una linea di prodotti per bambini denominata Kinder Ferrero. Tale linea sfrutta, commercialmente, la sensazione collettiva che si potrebbe definire "il gusto e la sorpresa" insito nelle uova di Pasqua o in altri oggetti che forniscono l'idea di essere "doppiamente utili", riconducendo tale effetto ad un piccolo piacere quotidiano.
"Un giorno Michele Ferrero, il "re della Nutella", disse ai suoi collaboratori: "Sapete perché ai bambini piacciono tanto le uova di Pasqua? Perché hanno le sorprese dentro... Allora, sapete che cosa dobbiamo fare? Diamogli la Pasqua tutti i giorni". Nacquero così i famosi Ovetti Kinder". Il passaggio dal libro "Nutella - un mito italiano" (G. Padovani - Rizzoli, 2004) spiega bene come si arrivò all'ormai famosissimo ovetto, che vanta anche numerosissimi tentativi di imitazione.
Nel 2004 si sono festeggiati i 30 anni della nascita di Kinder Sorpresa (1974-2004). Per l'occasione l'azienda Ferrero ha organizzato una mostra itinerante, che è stata esposta in varie città italiane e all'estero, caratterizzata da un gran numero di collezioni. Attualmente la raccolta è esposta ad Alba. Le sorprese sono rappresentate da piccoli e ingegnosi giocattoli di plastica e raramente in altri materiali (legno o lega metallica). Dal 1991 sono state introdotte le miniature dipinte a mano con tema comune tali da considerarsi in "serie" e per questo essere ricercate e collezionate. Le primissime sorprese, però, sono le più cercate. Come fare a riconoscerle? Sono sprovviste della sigla K-aa, dove "aa" sta per anno di produzione. Si tratta di giochini montabili, per i collezionisti decisamente più appetitosi della cioccolata al latte...
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