Alitalia: Delta Air Lines tra manifestazioni d'interesse? Forse non basta

05 giugno 2017 ore 16:46, Luca Lippi
Le manifestazioni di interesse per Alitalia sono attese per oggi (5 giugno) alle ore 18. I commissari della compagnia aerea (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi, Stefano Paleari) apriranno le buste con i nomi dei pretendenti per la compagnia. A parte le indiscrezioni che vedono favorita l’americana Delta Airlines, di certo c’è la rinuncia delle compagnie low cost Ryanair e Norwegian oltre Lufthansa. Oltre gli operatori del settore in lizza per concorrere, sempre tramite indiscrezioni ci sarebbero anche manifestazioni di interesse dai grandi fondi di private equity internazionali.
Rothschild, che è l’advisor finanziario dell’operazione Alitalia, avrebbe sondato gli ambienti finanziari e tra i nomi più in vista ci sono i fondi americani Tpg e Cerberus specializzati in situazioni problematiche come quella di Alitalia. Si escluderebbe definitivamente l’ipotesi di compagnie aeree cinesi come Hna Airlines, se prima non verrà chiarito all'interno della stessa Commissione il vincolo del 49% al controllo extra-Ue di compagnie europee.
Alitalia: Delta Air Lines tra manifestazioni d'interesse? Forse non basta
Tuttavia, la già difficile situazione di Alitalia potrebbe assumere contorni ancora più cupi per l’evoluzione del mercato del lungo raggio, dove Alitalia aveva ancora quote di mercato interessanti. Il lancio da parte di Norwegian di nuovi servizi low cost da Roma Fiumicino non sorprende quanto l’offerta di voli di collegamento dall’Irlanda agli Stati Uniti a 60 euro e queste sono già realtà. La decisione della compagnia norvegese non è un fulmine a ciel serno, e su questo possiamo sperare che non ci saranno ripercussioni sul salvataggio di Alitalia.
Norwegian ha cominciato a investire (ampliamento della flotta) già dall’agosto dello scorso anno, soprattutto per affrontare massicciamente le tratte del lungo raggio. Prezzi dei biglietti sotto i 100 euro tra Europa e Stati Uniti potranno diventare ben presto qualcosa di normale nel settore aereo. 
Norwegian è uno dei nuovi operatori cresciuti nell’epoca delle liberalizzazioni. Sono proprio queste compagnie che stanno rivoluzionando il mercato aereo.  La flotta di Norwegian si sta rinforzando molto nel settore a lungo raggio (B788 e B789), intuendo le potenzialità di questo mercato. Se nel 2013 aveva solo tre aeromobili di questa tipologia (Dreamliner), nel 2018 ne avrà 28, vale a dire una flotta a lungo raggio superiore a quella di Alitalia. Nel frattempo, entro il 2018 avrà anche in flotta ben 12 Boeing 737 Max, con i quali coprirà delle rotte tra l’Irlanda e la costa Est degli Stati Uniti.
Il contribuente italiano ha messo 600 milioni di euro in Alitalia e l’arrivo di una maggiore concorrenza affievolisce le speranze di rivedere i quttrini versati. Non c’è solo la concorrenza di Norwegian. Ryanair ha appena annunciato l’avvio di un hub proprio nello scalo romano, permettendo di comprare un biglietto unico con i voli in connessione su Roma. Evidentemente le compagnie vedono la debolezza di Alitalia e stanno attrezzandosi per conquistare quote di mercato.
Alitalia ha dei ricavi non dissimili da quelli di una compagnia low cost, pur non avendone i costi. Norwegian, pur essendo una compagnia svedese con spese presumibilmente a livello dei Paesi scandinavi, ha costi ben inferiori a quelli di Alitalia. Il costo per posto chilometro offerto (Cask) è infatti di 5 centesimi di euro, contro i 6,2 centesimi di Alitalia. Ecco perché Norwegian chiude in utile a fine anno, mentre Alitalia continua a bruciare centinaia di milioni di euro.
Le low cost a lungo raggio rappresentano un ulteriore pericolo per la nostra compagnia di bandiera, soprattutto se continuerà a ricorrere all’aiuto del contribuente anziché provare a innovare. Per Alitalia questo rischio sarà maggiore in quanto Norwegian attaccherà un segmento, quello leisure (turistico), che non ha bisogno di un grande frequenza. Norwegian già opera ad esempio da Londra o Parigi, ma da tali aeroporti, i vettori di riferimento Air France e British Airways hanno una buona frequenza di voli verso il Nord America, riuscendo a coprire al meglio la clientela business, quella più ricca. Alitalia è invece debole e ha poca frequenza e proprio per questo ci deve essere preoccupazione da parte dei Commissari per questo nuovo lancio competitivo.
È interessante infine un’altra questione: sta iniziando la concorrenza tra low cost a lungo raggio. È il caso dello scalo di Barcellona (aeroporto dalle dimensioni simili a Roma Fiumicino) dove Fly Level (del gruppo Iag) e Norwegian competono sul lungo raggio. In questo mercato molto competitivo, dalle innovazioni continue, Alitalia sembra essere molto la preda e non certo la cacciatrice. E Roma Fiumicino, hub di riferimento della compagnia italiana, sarà sempre più terra di conquista per operatori più efficienti.

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autore / Luca Lippi
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