Legionella-killer a Bologna: paziente muore dopo trapianto di reni

05 ottobre 2017 ore 9:01, Eleonora Baldo

E’ accaduto domenica 1 ottobre, ma è stato reso noto solo oggi, giovedì 5 ottobre, la morte per infezione da legionella di un 59enne, nei mesi scorsi ricoverato presso l’Ospedale S. Orsola di Bologna, per trapianto di rene.

In lista dal marzo 2016, l’uomo aveva affrontato lo scorso 7 settembre un doppio trapianto di rene, a cui aveva fatto seguito prima fase di ricovero presso il reparto di Terapia Intesiva Trapianti del noto nosocomio bolognese e, successivamente, il trasferimento al reparto di Terapia Intensiva Nefrologica. Tuttavia, alcuni giorni dopo, precisamente il 23 settembre, il paziente era stato nuovamente trasferito al reparto di terapia intensiva trapianti, a causa di un peggioramento del quadro clinico, dovuto, appunto ad una infezione batterica che ne aveva compromesso le funzionalità respiratorie. Ai primi accertamenti radiologici – che avrebbero evidenziato l’esistenza di una polmonite bilaterale – hanno fatto seguito quelli di natura microbiologica, dai quali sarebbe emersa la presenza di una infezione di origine batterica riconducibile al batterio “Legionella Pneumoniae”. Appurato il quadro clinico, l’Ospedale avrebbe prontamente segnalato, come da prassi, il caso alla Procura della Repubblica e attivato un nuovo piano terapeutico per il paziente che, nonostante le cure, ha ceduto alla malattia quattro giorni fa.

Legionella-killer a Bologna: paziente muore dopo trapianto di reni

Dall’Ospedale, intanto, fanno sapere che sono stati già attivati gli opportuni approfondimenti sul caso e attraverso una comunicazione ufficiale è stato reso noto che “è attivo un programma sistematico di sorveglianza e controllo del rischio Legionella. Le reti di distribuzione dell'acqua calda sanitaria sono così dotate di un sistema di disinfezione a base di biossido di cloro, il cui livello viene controllato quotidianamente da una ditta esterna incaricata”. Inoltre, nei due reparti presso i quali è stato ricoverato il paziente, “sono attivi due sistemi autonomi di disinfezione dell'acqua calda sanitaria con produzione e dosaggio automatico di biossido di cloro" e in base a quanto sarebbe emerso dall’ultimo campionamento batteriologico, effettuato in data 17-18 luglio 2017 per quanto concerne la Terapia Intesiva nefrologica e il 12 settembre 2017 per la Terapia Intensiva Trapianti, come previsto dal Dvr aziendale, i due sistemi sarebbero risultati entrambi conformi. Infine, continua il comunicato "i lavandini delle stanze di degenza della Terapia intensiva Nefrologia e della Terapia intensiva Trapianti, presso cui è stato ricoverato il paziente, sono dotati di filtri antibatterici”. La direzione dell’Ospedale hanno inoltre voluto incontrare tempestivamente i famigliari della vittima per esprimere il cordoglio dell’intera struttura e per dichiarare la propria determinazione a fare chiarezza sulla vicenda.

 

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