Napoli, Scampia resta senza Vele: per De Magistris "abbattute in estate"

07 marzo 2017 ore 14:04, Americo Mascarucci
Le vele di Scampia saranno abbattute a breve. Lo ha annunciato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris all'uscita di Palazzo Chigi dopo aver firmato, insieme ad altri 23 sindaci, la convenzione per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle periferie cittadine. 500 milioni per  24 progetti migliori classificati per le periferie. 
"L'impegno riguarda in tutto 120 interventi, quindi altri 95 rispetto a quelli di oggi - ha detto il Premier Paolo Gentiloni - le disponibilità economiche ci sono, il Cipe ha stanziato altri 800 milioni dei 1,6 miliardi che servono, gli altri 800 milioni fanno parte del fondo per le infrastrutture. E ai 2,1 miliardi saranno aggiunti fondi pubblici e privati per un totale di circa 3,9 miliardi. Uno stanziamento molto rilevante". 

ADDIO VELE A SCAMPIA
Si partirà con l’abbattimento di tre Vele (A,C e D) oltre che con la riqualificazione della Vela B, temporaneamente adibita a residenze poi a funzioni collettive, e la sistemazione degli spazi pertinenziali. Il progetto di massima è stato elaborato in stretta collaborazione dal comune di Napoli e dai dipartimenti di architettura e di ingegneria della Università Federico II. 
"Le Vele da simbolo di degrado ma anche voglia di riscatto, diventeranno luogo di innovazione architettonica e urbana", ha spiegato il sindaco.

LA STORIA
Nate a seguito della legge 167 del 1962, le sette vele di Scampia (progettate dall'architetto Franz Di Salvo) facevano parte di un progetto abitativo di larghe vedute che prevedeva anche uno sviluppo della città di Napoli nella zona est, ossia Ponticelli. 
L'idea del progetto prevedeva grandi unità abitative dove centinaia di famiglie avrebbero dovuto integrarsi e creare una comunità, grandi vie di scorrimento e aree verdi tra le varie vele; una vera e propria città modello, ma varie cause hanno portato a quello che oggi viene definito un ghetto, in primis il terremoto dell'Irpinia del 1980, che portò molte famiglie, rimaste senzatetto, ad occupare più o meno abusivamente gli alloggi delle vele.
A questo intreccio di eventi negativi si è associata la mancanza totale di presidi dello Stato: il primo commissariato di Polizia fu insediato solo nel 1987, a quindici anni dalla consegna degli alloggi. La situazione ha allontanato sempre di più una parte della popolazione, lasciando il campo libero alla delinquenza. I giardini sono divenuti luogo di raccolta degli spacciatori, i viali sono piste per corse clandestine, gli androni dei palazzi luogo di incontro di ladri e ricettatori.
Tra il 1997 e il 2003 sono state abbattute tre delle sette strutture iniziali, lasciando in piedi le restanti quattro strutture.
Ora De Magistris sembra deciso a completare l'opera
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