Strazio della madre del terrorista di Londra Zaghba: anche lei una vittima

08 giugno 2017 ore 10:19, Andrea Barcariol
Si indaga ancora su Youssef Zaghba di 22 anni, il terzo attentatore responsabile dell'attacco di sabato sera a Londra era un italo-marocchino. Il terrorista era stato fermato all'aeroporto di Bologna nel 2016 mentre provava a partire per la Siria e le autorità italiane avevano riferito al Regno Unito dei suoi movimenti. "Quando fu fermato dall'operatore che lo controllò, disse che voleva fare il terrorista. Poi si corresse. Gli fu sequestrato l'apparecchio, ma non c'erano, secondo il tribunale del riesame, i presupposti per ravvisare la sussistenza di un reato e ne ordinò la restituzione, e non si è potuto esaminare integralmente il contenuto di questo apparecchio informatico" - ha raccontato il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato a Radio 24.

Strazio della madre del terrorista di Londra Zaghba: anche lei una vittima
"In un anno e mezzo, è venuto 10 giorni in Italia ed è stato sempre seguito dalla Digos di Bologna. Abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare - sottolinea il procuratore - ma non c'erano gli elementi di prova che lui fosse un terrorista, era un soggetto sospettato per alcune modalità di comportamento".
La madre di Zaghba, Valeria Collina, vive ancora a Bologna. "Nell'ultimo anno quando sono andata in Inghilterra era più rigido, poi dal suo sguardo ho capito che c'era stata una radicalizzazione sui principi e sulla fede dell'Islam. E questo è avvenuto in Inghilterra. Aveva uno sguardo più cupo" - ha raccontato ai giornalisti ricevuti nella sua casa di Fagnano. Convertita all'Islam, sposata ad un marocchino con cui ha avuto due figli, Youssef e la sorella Khaoutar che vive a Bologna, la donna è tornata a risiedere in Italia da meno di due anni, mentre il marito da cui si è separata, così raccontano i vicini, è nel paese del Nord Africa, a Fes, dove è nato anche Youssef. "Lui pretendeva molto da se stesso, era molto rigido, non riusciva ad essere quello che voleva e gli serviva una struttura esterna che gli desse sicurezza, penso che sia stato quello che l'ha spinto - ha spiegato la madre di Youssef Zaghba - All'inizio il terrore di Youssef era quello di essere arrestato, poi ha riavuto il passaporto e gli ho detto: tu a questo punto devi essere perfetto, non devi guardare neanche mezza cosa strana in Internet, devi conoscere le persone giuste, fare le cose giuste. Lui lavorava molto: era questo che mi faceva stare tranquilla. Anche quando lavorava in questo fast food pakistano lavorava anche dieci ore. Lavorava come cuoco, come cameriere".

L'ATTENTATO DI LONDRA
Secondo la ricostruzione degli eventi, alle 22.08 (ora locale), 3 uomini a bordo di un furgoncino bianco hanno dapprima investito alcuni passanti che passeggiavano sul London Bridge per poi schiantarsi contro il "Barrowboy and Banker pub". I tre terroristi usciti dalla vettura hanno iniziato ad accoltellare i passanti prima di spostarsi nella zona vicina il Borugh Market, affollata di pub, dove hanno continuato ad aggredire civili. I tre, che indossavano cinture esplosive false, sono stati poi uccisi dalla polizia

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