Il "secondo cuore" di Paola Turci è grinta ritrovata e vita da spendere

01 aprile 2017 ore 9:53, Americo Mascarucci
È uscito ieri, 31 marzo, l'annunciato nuovo album di Paola Turci intitolato Il secondo cuore, in uscita per Warner Music con la produzione di Luca Chiaravalli.  E' l'album della rinascita personale e musicale a seguito di un periodo buio che ha lasciato nel corpo e nell'animo dell'artista le cicatrici della paura e del timore di una carriera spezzata. Invece Paola ce l'ha fatta, è resuscitata e dopo la partecipazione all'ultimo Festival di Sanremo ha ritrovato la grinta e la forza di rimettersi in gioco.
L'album comprende undici brani che stanno proprio a raccontare e testimoniare questa forte voglia di rinascita.

MA CHI E' PAOLA TURCI?
 Il suo esordio musicale è datato 1986, anno in cui partecipa al Festival di Sanremo con il brano L'uomo di ieri, scritto da Mario Castelnuovo, che la cantante inserirà nel suo disco d'esordio Ragazza sola ragazza blu. Parteciperà ancora al Festival e vincerà il Premio della Critica nei tre anni successivi: nel 1987 con Primo Tango, nel 1988 con Sarò bellissima e nel 1989 con Bambini, brano che ne consolida la notorietà, regalandole anche il 1º posto nella sezione Emergenti al 39º Festival di Sanremo. 
Il 15 agosto del 1993 Paola Turci, mentre da sola è al volante della sua Saab 9000 diretta nel Golfo di Policastro per un concerto, rimane vittima di un terribile incidente stradale sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria da cui esce con gravi ferite e il volto parzialmente sfigurato dall'impatto. 
L'occhio destro viene salvato soltanto grazie all'intervento dei medici e ben dodici interventi chirurgici successivi, mentre il volto riceverà ben cento punti di sutura. Nonostante il trauma la Turci decide di riprendere i propri impegni professionali soltanto poche settimane dopo il suo ricovero, tornando ad esibirsi per una decina di concerti (erano oltre quaranta le date inizialmente previste) e servendosi anche di un'acconciatura adatta a nasconderne le ferite. Solo diversi anni dopo tornerà a parlare apertamente dell'incidente, ricordando che fino a quel momento aveva vissuto con "un senso di onnipotenza incredibile" e ammettendo di essere stata distratta dalla guida dal telefono cellulare.

IL RITORNO
Dopo il suo magico ritorno a Sanremo Paola Turci non si è più fermata e a darle la forza di ricominciare è stata proprio quella cicatrice che per anni l'ha devastata non solo psicologicamente. A Matrix, 22 anni dopo quello schianto terribile, ha parlato dell'accaduto e di come le ha cambiato la vita. Per due anni i vetri sono continuati ad uscire dal suo volto ed ogni volta era come essere costretta a ricordare quella notte in cui uscì fuori strada sulla Salerno-Reggio Calabria.
Cosa rappresenta dunque il Secondo Cuore?
"È un disco che porta in sé delle caratteristiche che aspettavo arrivassero – ha detto Paola a Radio Italia - Non poteva che essere così, visto il percorso che ho fatto. Queste caratteristiche sono la grinta e la voglia di mangiarmi la vita e di raccontare che si vive il qui e ora: come canto nel brano Tenerti la mano è la mia rivoluzione, la felicità può essere accanto a te ma magari tu stai guardando avanti e lei invece è qui, adesso. L’album esprime questa messa a fuoco che ho raggiunto e realizzato dopo anni di lavoro, impegno, inciampi e anche grandi soddisfazioni".
L'album è anche frutto della collaborazione di autori come Giulia Ananìa, Marta Venturini, Fabrio Ilacqua, Niccolò Agliardi, Enzo Avitabile e il britannico Fink. 
L'album è prodotto da Luca Chiaravalli.
Sempre a Radio Italia Paola confessa: "Ho fatto lavorare molto liberamente Luca e ci siamo venuti incontro; abbiamo parlato a lungo, partendo da Fatti bella per te, sul tipo di sonorità che volevamo dare a questo album. Io provengo da sonorità acustiche ma volevo fare un disco che brillasse di luce nuova: infatti a Sanremo non ho portato la mia chitarra acustica. Però io sono la famosa ragazza con la chitarra: perciò c’è nell’album e ci sarà nei miei concerti". 
Il 'secondo cuore' di Paola Turci è grinta ritrovata e vita da spendere

L'ESORDIO ROMANESCO
Nell'album c'è pure il brano 'Ma dimme te', con il quale Paola si cimenta con il romanesco. 
"Non mi ero mai avventurata nel romanesco - ha riferito la cantautrice all'Ansa - perché in musica è sempre stato declinato nel senso degli stornelli. Io invece volevo fare una canzone e questa volta mi ci sono buttata utilizzando anche la voce di Giallini che mi fa impazzire. Era molto adatto per interpretare quella figura di uomo innamorato ma anche gran 'figlio di una buona donna' di cui parla la canzone". 

I CONCERTI
Per Paola Turci inizierà a maggio una lunga serie di concerti per una serie di concerti che la vedranno su e giù per l'Italia per tutta l'estate. "Sarà un live pensato per i club ma fatto a teatro - ha anticipato la cantante - e composto di energia e sicurezza, com'è stato per il Festival di quest'anno dove mi sono misurata con me stessa".

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