Columbus day cancellato e statue distrutte: gli Usa rinnegano se stessi

01 settembre 2017 ore 14:01, Luca Lippi
E’ tutta colpo di Cristoforo Colombo! La polemica è montata a fine agosto con la cancellazione della festa nazionale del Columbus Day (il secondo lunedì di ottobre) a Los Angeles e la contestuale sostituzione con la “Indigenous and Native People Day”, ossia la festa degli indiani d’America. Colombo è finito sotto accusa dopo appena 525 anni, perché ritenuto responsabile dello sterminio dei nativi americani che incontrò sul suo cammino (peraltro a San Salvador, una delle odierne Bahamas e non nei futuri Stati Uniti). La polemica si intreccia a quella nata per le proteste dei suprematisti bianchi contro i piani per rimuovere la statua dei generali confederati (sudisti e schiavisti). 
Il dibattito relativo a Cristoforo Colombo, a New York, non è nuovo, anzi. Ogni anno puntualmente si discute e si litiga sulle sorti del Columbus Day e sulla necessità di festeggiare o meno un personaggio storico che divide la città e non solo, e che da sempre è stato considerato anche dal sindaco Bill De Blasio una “figura controversa”.
Columbus day cancellato e statue distrutte: gli Usa rinnegano se stessi
CHI E’ CRISTOFORO COLOMBO PER GLI AMERICANI
Da una parte c’è chi considera Colombo lo scopritore del nuovo mondo grazie al quale le comunità di oggi, specialmente quella italo-americana, esistono. Dall’altra però c’è chi non lo considera affatto un eroe, bensì un personaggio negativo, usurpatore di una terra straniera, un invasore che con azioni violente contro i nativi d’America ha usurpato e saccheggiato terre non sue.
Le novità del 2017, su questo dibattito, sono due. Innanzitutto, il fatto che i litigi e gli screzi siano iniziati prima del solito: non la settimana antecedente al Columbus Day, che si terrà anche quest’anno il secondo lunedì d’ottobre, bensì a fine agosto. E non è un caso che questo accada proprio nell’anno in cui la città di New York va ad elezioni. 
La seconda novità è rappresentata invece dalle polemiche sulla statua. Perché in passato in tanti hanno protestato contro l’idea di un corteo a favore di Cristoforo Colombo e forse anche sulla necessità di celebrarlo con una statua, ma nessuno ne aveva mai messo in discussione la presenza a Columbus Circle, fino al punto di abbatterla. Quest’anno invece è successo. E la proposta di eliminare quella statua, in un periodo in cui gli Stati Uniti stanno riscoprendo la loro anima talebana in salsa yankee, è tenuta in considerazione a sorpresa persino dal sindaco Bill De Blasio, che ha dichiarato che la questione verrà approfondita da una commissione ad hoc.

SARA’ MICA DE BLASIO A VOLERE DECOLLARE COLOMBO?
Lo ha dichiarato il councilman Democratico Joseph Borelli, che ha organizzato il rally di fronte al City Hall di giovedì 24 e si è detto allarmato per la conservazione della statua, la cui rimozione rappresenterebbe sintomo di ‘razzismo’ e di ‘revisionismo storico’: “Cristoforo Colombo è un personaggio che significa molto per gli italo-americani di New York. Siamo preoccupati per la conservazione del suo patrimonio”. 
Il councilman di Brooklyn, anche lui Democratico, Vincent Gentile ha sottolineato: “Cristoforo Colombo ha scoperto il Nuovo Mondo. Ci sono stati pericoli lungo la sua strada? Si, ce ne sono stati. Alcuni nativi americani non lo hanno accolto con benevolenza, per questo non è dovuto essere solo un esploratore, ma anche un guerriero”.
Tra le persone intervenute al rally davanti a City Hall, ci sono stati numerosi altri politici. Molti dei quali, probabilmente, finiranno sempre più spesso sugli schermi televisivi di New York nei prossimi mesi, durante la campagna elettorale in vista delle elezioni di novembre. Non solo cittadini e gruppi di italo-americani, insomma, anzi. Tanti, forse troppi, politici hanno preso il proscenio. Ecco il motivo per cui sta montando esageratamente la polemica.

CHE SIGNIFICA TIRARE PER LA GIACCHETTA CRISTOFORO COLOMBO
Giuliana Ridolfi Cardillo, coordinatrice di Forza Italia dello Stato di New York, in seguito alle polemica in atto negli Stati Uniti sul Columbus Day ha dichiarato: “I simboli di un popolo sono la stratificazione della loro storia, rimuovere i simboli significa azzerare la memoria, distruggere i segni dell'evoluzione, i legami che ha intessuto l'umanità nel suo cammino di crescita. La distruzione della memoria è non a caso una delle strategie dell'Isis per imporre uno stato di paura e terrore per far ripiombare la nostra epoca in un terribile oscurantismo accanendosi nella distruzione dei simboli di una storia fiorente e luminosa che con le sue opere visibili e tangibili non tramonta mai. La statua di Cristoforo Colombo in mezzo a New York rappresenta l'inizio della storia degli Stati Uniti d'America il fulcro del nuovo mondo un pezzo di quel puzzle che chiamiamo con orgoglio civiltà”.
Gli Usa da sempre hanno bisogno di creare un nemico per sottolineare la propria supremazia, venuto meno questo importante mezzo di propaganda, è ora il momento di costruire fazioni interne per creare dibattito e interesse. Contestualemnte separare e ‘contare’ le fazioni prima di programmare una nuova politica di cattura consensuale e ricominciare a stabilire nuovi canoni di supremazia. Forse una visione un po’ esagerata, ma a giudicare la mira di un obiettivo lontano 525 anni viene da pensare che il potere a stelle e strisce abbia necessità di riprendere le fila dalla guerra di secessione.

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autore / Luca Lippi
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