Consip, spunta l'ombra del depistaggio: cade un'accusa per babbo Renzi

11 aprile 2017 ore 12:53, Americo Mascarucci
L’inchiesta Consip si sgonfia? E’ stata manipolata? E’ stata una polpetta avvelenata contro Renzi? Tutte domande che hanno preso a circolare ieri dopo che si è appresa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del capitano del Noe Giampaolo Scarfato, da parte dei Pm della Procura di Roma che stanno conducendo l’inchiesta. Secondo gli inquirenti vi sarebbe stata una manipolazione degli atti d’indagine per ciò che riguarda Tiziano Renzi e il ministro dello sport Luca Lotti. All'ufficiale sono stati contestati i reati di falso materiale e falso ideologico.
Consip, spunta l'ombra del depistaggio: cade un'accusa per babbo Renzi

L'ACCUSA
I pubblici ministeri Ielo e Palazzi dopo aver disposto il riesame di alcuni atti depositati proprio dal Noe avrebbero maturato il sospetto che almeno due di questi siano stati manipolati: volontariamente o per errore questo ovviamente è tutto da dimostrare. 
Si tratta di atti sui quali poggia l’inchiesta Consip avviata dalla Procura di Napoli e poi trasferita a Roma e che avrebbero portato ad indagare Lotti e il padre dell’ex premier, Tiziano Renzi. 
Nel primo capo d'accusa i pm Ielo e Palazzi ritengono che Scarfato abbia accreditato erroneamente la tesi della presenza dei servizi segreti nel corso degli accertamenti: "Nella qualità di pubblico ufficiale Scarfato - si legge nell'invito a comparire pubblicato da Il Giornale- redigeva un’informativa nella quale, al fine di accreditare la tesi del coinvolgimento di personaggi appartenenti ai servizi segreti, ometteva scientemente informazioni ottenute a seguito di indagini esperite"
Scarfato avrebbe fatto passare per appartenente dei servizi segreti una persona beccata a rovistare in un cassonetto della spazzatura adiacente gli uffici della "Romeo Gestioni" alla ricerca di documenti, quando in realtà gli stessi Carabinieri pare avessero accertato che si trattava in realtà di un cittadino residente nella zona abituato a mettere le mani nella spazzatura. Il sospetto degli inquirenti è che il capitano del Noe possa aver volutamente depistato le indagini. Accusa ovviamente tutta da dimostrare. 

L'ERRORE SU TIZIANO RENZI
Ma il vero colpo di scena riguarderebbe la trascrizione dell'intercettazione in cui l'imprenditore Alfredo Romeo tirerebbe in ballo il padre di Matteo Renzi, Tiziano. 
Secondo gli inquirenti, nel redigere l’informativa su una intercettazione ambientale all'interno dell’ufficio di Roma della Romeo Gestioni spa il 6 dicembre 2016, l'ufficiale del Noe avrebbe erroneamente attribuito ad Alfredo Romeo una frase intercettata: "...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato". In realtà a pronunciarla sarebbe stato l'ex parlamentare di Alleanza Nazionale Italo Bocchino. A questo punto secondo molti cadrebbe la prova regina contro il padre dell'ex Premier. Perché un conte per Tiziano Renzi aver incontrato Romeo, altra aver invece incontrato Bocchino. Oltretutto considerando che proprio Renzi senior ha sempre negato incontri con l'imprenditore Consip
L'ufficiale indagato ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande dei magistrati. "Una decisione - spiega il legale del capitano del Noe, Giovanni Annunziata - dettata dall'esigenza di leggere tutti gli atti".
Tuttavia se è vero che questa novità potrebbe sgonfiare il ruolo di Tiziano Renzi nell'inchiesta questo non significa che il padre dell'ex Premier sia totalmente estraneo ai fatti. Insomma il suo nome nelle carte comparirebbe comunque e un suo ruolo non sarebbe al momento del tutto escluso. anche se resta da capire in che modo sia stato o meno giocato. Inoltre l'intercettazione errata non sarebbe l'unico elemento che inchioderebbe Tiziano Renzi. Cadrebbe dunque una possibile prova ma non crollerebbe comunque l'intero impianto accusatorio. Bocchino ha già smentito di aver avuto contatti con il padre di Renzi ma dovrà essere l'inchiesta a questo punto a chiarire i contorni di una vicenda oscura. Anche perché se manipolazione degli atti c'è stata davvero, a quale pro è stata messa in atto? Per colpire Matteo Renzi? E chi sarebbe l'eventuale regista? Per conto di chi avrebbe agito il capitano del Noe? Oppure si è trattato di errori fatti in buona fede? Non è infine da escludere l'ipotesi che lo stesso Scarfato possa essere stato indotto volontariamente in errore? Ma a questo punto, da chi?

#consip #inchiesta #tizianorenzi

caricamento in corso...
caricamento in corso...