Che fine ha fatto Laura Efrikian

11 luglio 2017 ore 11:14, intelligo
Di Laura Efrikian e della loro magica storia d’amore, ha parlato recentemente in TV il suo ex, famosissimo marito, Gianni Morandi: “Con lei è stato il primo grande amore, abbiamo fatto dei film insieme e siamo diventati una coppia anche per il pubblico. Abbiamo anticipato Al Bano e Romina. La vita, però, non è come nei film. Entrammo in crisi e ci fu il divorzio nel 1979, ma intanto la nostra storia aveva fatto sognare migliaia di fan”…

Laura Efrikian, nota come Laura Efrikian  nasce a Treviso, 14 giugno 1940.  La sua è una famiglia colta, della buona borghesia trevigiana anche se suo padre Angelo, violinista, direttore d'orchestra e compositore, è di origini armene. A casa sua, racconta Laura, non si ascoltavano canzonette, ma solo musica classica, e lei dovrà arrivare ad essere un’adulta prima di potersi prendere la libertà di indossare un paio di jeans, tanto i suoi sono severi e un po’ all’antica,  e la crescono come una “signorina bene” tutta buone letture e modi impeccabili.  Ciononostante, la famiglia le permette di seguire la sua inclinazione che la trascina ineluttabilmente verso il mondo dello spettacolo. Laura studia recitazione presso il Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e subito dopo si impiega come annunciatrice alla RAI. E’ una ragazza giovanissima e deliziosa, di una bellezza candida che le permette di essere subito amata dal pubblico. 
L’inizio della sua carriera è per certi versi folgorante: nel 1961 conduce Canzonissima e nel 1962 presenta con Renato Tagliani e Vicky Ludovisi il Festival di Sanremo. In teatro interpreta I due gentiluomini di Verona, Il mercante di Venezia, La tempesta, Piccolo caffè, ecc. Poi, entra in contatto col mondo del cinema, Gira il suo primo film, Ercole alla conquista di Atlantide di Vittorio Cottafavi, nel 1961, usando lo pseudonimo "Laura Altan". Seguono Twist, lolite e vitelloni, per la regia di Marino Girolami (1962) e  Il delitto non paga, di Gérard Oury (1962), per la verità nessuno dei tre un capolavoro, ma non sarà comunque al cinema che Laura Efrikian  attrice è destinata a dare il meglio di sé. E’ comunque proprio sul set che incontra quello che diventerà il padre dei suoi figli: Gianni Morandi. Siamo all’inizio degli anni sessanta e un genere cinematografico che in Italia sta riscontando un grande successo al botteghino è quello dei “musicarelli”, B-movie realizzati sulla scorta di canzoni di successo che vedono cantanti come interpreti e che raccontano per lo più storielle d’amore. In uno di questi musicarelli,  tratto dal brano “In ginocchio da te”, Laura Efrikian e Gianni Morandi si conoscono. Il film rimane in sala tre mesi, per un incasso di un miliardo. Nel giro di un paio d’anni la coppia gira insieme altri due musicarelli, Non son degno di te e Se non avessi più te, ancora successi al botteghino. In più, tra Laura e Gianni, sebbene lei abbia 4 anni più di lui, e a differenza di Gianni, all’epoca cantante emergente, sia un’attrice già affermata, nasce l’amore.  I due si fidanzano e il 13 luglio 1966, e in gran segreto verrà celebrato il loro matrimonio contro il volere del padre di Morandi per il quale un’attrice, secondo una certa mentalità paesana significava ”poco di buono”, e dei discografici della Rca preoccupati che Laura potesse allontanare Gianni dalle sue fan e dal suo modo simpatico e gioviale di porsi. In realtà, le cose vanno diversamente. Ben presto, Laura si accorge di aspettare un bambino e il suo stato di gravidanza permetterà a Morandi un temporaneo rinvio degli obblighi di leva, ma farà anche diventare il matrimonio segreto di pubblico dominio. 
E, miracolo, la storia d’amore nata al cinema fa davvero presa sul pubblico quando si scopre che continua nella vita privata: la coppia viene praticamente adottata dagli italiani che ne seguono le vicende con affetto sincero. E’ così quasi un trauma nazionale quando la prima gravidanza della Efrikian si risolve con la nascita di una bimba, Serena, destinata a vivere solo poche ore.  

Tutta l’Italia si unisce intorno al dramma della giovane coppia che attraversa un momento durissimo. Per fortuna, a distanza di poco tempo, Laura rimane di nuovo incinta e nel 1969 nasce Marianna, seguita nel 1974 da Marco. Poi, però, come tutte le belle favole, anche la storia d’amore tra Laura e Gianni, finisce. Accade nel 1979, quando lui va in crisi anche professionalmente, e si chiude in casa a solfeggiare da mattino a sera, sfuggendo quasi alla realtà, e dando a Laura l’impressione di ritrovarsi sposata a uno studente ultratrentenne. Dice Laura: “Il mio è stato un matrimonio riuscito, è durato quindici anni e non ho mai sentito il bisogno di metterci sopra una pietra tombale. Come i miei cari genitori vivono nel mio cuore, così gli amori continuano a vivere dentro di me. La verità è che voglio bene a tutti i miei ex, se fosse possibile li vorrei a tavola tutti intorno a me.” Ma aggiunge anche, come spiegazione: “Gianni ha iniziato ad avere successo a sedici anni. Ma arriva un momento in cui non si sa più cosa dire e non ci si riconosce più nelle parole che si cantano. In quel periodo cominciavano a prendere piede i gruppi che cercavano di ripercorrere il sound che arrivava
Che fine ha fatto Laura Efrikian
dall’Inghilterra, dagli Stati Uniti ed era anche un momento politico particolare. Lui, intelligentemente, ha scelto di fermarsi. Del resto, dopo aver venduto più di trenta milioni di dischi, faticava persino a farsi ricevere dai dirigenti della sua casa discografica. Desiderava entrare in Rai come funzionario per occuparsi di programmi legati alla musica e alla scoperta di nuovi talenti. Io, che per quindici anni inutilmente avevo espresso il desiderio di fare un viaggio che non fosse legato al lavoro o di andare a Parigi o a conoscere il mondo, immaginai che finalmente sarebbe stato possibile incominciare veramente a vivere. Quando ho capito che non sarebbe andata così ho provato una profonda delusione e mi sono sentita tradita da lui. Ricordo che tutte le volte diceva: “Quando sarà finita questa pacchia recupereremo il tempo perduto”. Invece Gianni, in cuor suo non aveva nessuna intenzione di smettere. […]Questo suo desiderio di riprendere la carriera, più forte di qualsiasi cosa, anche dei sentimenti, non riuscii a capirlo. Sentivo il bisogno di vivere cose normali, avevo aspettato tanti anni e non volevo ritrovarmi proiettata in un futuro dove tutto sarebbe stato come prima, magari a prendermi cura delle rose ed ho deciso di andarmene. Ci siamo separati e abbiamo avuto l’affidamento congiunto di Marianna e Marco. Una volta rimasta sola, mi sono chiesta cosa avrei fatto: avevo smesso di fare l’attrice per fare la moglie e seguire i figli e quando andavo a propormi in Rai mi sono resa conto che mi consideravano sempre la moglie di Morandi; ero troppo identificabile in quel ruolo perché potessero affidarmene altri. Gianni è stato per me e per i suoi figli la nostra croce e delizia, troppo ingombrante, non solo come artista, anche a causa della sua personalità così forte al di fuori della musica. Così, dopo sei mesi di tentativi per tornare a recitare ho dovuto cominciare a pensare di inventarmi altri lavori. Inizialmente ho fatto la rappresentante di abiti e questo mi ha permesso di conoscere delle amiche che sono tali ancora oggi. Contemporaneamente facevo doppiaggio ma ero un po’ sacrificata. Da Anna Maria Bugliari che stava rifacendo la sua casa e che amava molto le mie case che avevo arredato sia quando stavo ancora con Gianni che dopo,mi venne la proposta di occuparmi della sua e da questo primo lavoro è partito un passa parola che mi ha portato per oltre dieci anni a fare l’ arredatrice con moltissima soddisfazione.”
Oggi Laura Efrikian ha un’altra grande passione quella per l’Africa in generale e per il Kenya – dove ha comperato una casa – in particolare. E in Kenya ha anche conosciuto un uomo a cui è sentimentalmente legata da circa 15 anni. Racconta: “La scelta di acquistare una casa quasi ai confini con la Somalia è stata precedente a questo incontro. Avevo iniziato ad andare in Africa anche per il mio lavoro di arredatrice e poi, con una mia amica, abbiamo pensato di avere una base nostra da cui partire per altri viaggi. Dopo aver fatto una decina di safari ed esplorato la natura, ho cominciato a guardarmi intorno, a scoprire le persone, a vedere la povertà anche se loro non te la fanno pesare perché ti accolgono sempre con un sorriso ed i loro abiti hanno i colori dell’arcobaleno.[…] Ciononostante, la gente ha veramente bisogno di essere aiutata, e io mi occupo di quelli che ho attorno in modo molto concreto. Diceva Victor Hugo: “Aprite una scuola e chiuderete una prigione” perché la cultura è importante. Fino a quando continueranno a mettere una croce sotto un contratto e non potranno leggerlo rimarranno sempre dei paria. Mi occupo anche di una terza famiglia e di un orfanotrofio con ottanta bambini. Per il momento non posso fare di più”.
In bocca al lupo per tutto, Laura, deliziosa attrice, splendida donna.

di Anna Paratore


autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...