Migranti e Triton, Irina Osipova (RIM): "Da russa che ama l'Italia vi spiego perchè sbagliamo"

12 luglio 2017 ore 10:01, intelligo
Spesso e volentieri ci si chiede come gli stranieri residenti da anni in Italia, perfettamente integrati nel tessuto economico, sociale e culturale italiano seguano le vicende legate al problema dell'immigrazione. Cosa pensino di questa Italia abbandonata dall'Europa, costretta a farsi carico da sola dell'accoglienza e della gestione dei migranti, trovando le porte puntualmente chiuse di fronte alle richieste di una maggiore solidarietà europea e di una condivisione degli sbarchi con gli altri paesi europei. Intelligonews lo ha chiesto a Irina Osipova presidente dell'Associazione RIM giovani italo-russi.
Migranti e Triton, Irina Osipova (RIM): 'Da russa che ama l'Italia vi spiego perchè sbagliamo'

Migranti in "Frontex" all'Italia  è il caso di dire. Da russa residente da tempo qui come guarda alla gestione dell'emergenza da parte di un Paese che al momento sembra abbandonato dall'Europa?

"Da russa, ma anche da cittadina italiana mi sento di condividere le sorti dell’Italia, ritrovandomi sullo stesso barcone degli italiani, che rischia di affondare come quello carico di migranti africani nel Mar Mediterraneo. Ormai non è un mistero che i flussi migratori vengono permessi, stimolati e distribuiti da poteri extra-italiani. Questo non toglie che la responsabilità del caos che ogni giorno si propaga è responsabilità anche degli italiani che scendono a patti con chi intende destabilizzare il continente europeo per poi ottenere una serie di vantaggi geopolitici, militari e finanziari. L’Italia è un paese finanziariamente, militarmente e politicamente occupato. E’ inevitabile che le decisioni che favoriscono altre nazioni in primis, ledano i diritti degli italiani, privati da anni della sovranità nazionale. Di fatto questi poteri impongono la tutela prima dei loro interessi, ed inevitabilmente, dire 'prima gli italiani' diventa quasi una dichiarazione di guerra. La guerra infatti è in corso, ma ha assunto una forma diversa dalla guerra tradizionale".


Esistono possibili soluzioni? Come funziona da voi e quali limiti ci sono in Russia rispetto a questi fenomeni?

"La Russia è un paese sovrano, quindi non è del tutto paragonabile al caso italiano. I flussi che arrivano in Italia dall’Africa non sono spontanei, vengono stimolati, sostenuti e finanziati. In Italia la legislazione viene adeguata sempre di più diventando una vera calamita per l’immigrazione di qualsiasi tipo. Per poter lavorare in Russia comunque è necessario avere un patentino ottenuto predisponendo certificati medici e superando dei test base di conoscenza di lingua, di storia e di diritto. I migranti economici o altri viaggiatori vengono respinti da dove sono venuti, non avendo i requisiti necessari per considerarsi profughi. In Italia non è più reato essere un clandestino, mentre in Russia sì. Poi noi abbiamo il 'generale inverno' che per secoli ha sempre scoraggiato gli stranieri ad invaderci massicciamente".

Un'Europa così frammentata che lascia solo un Paese di fronte ad un'emergenza epocale, è il segnale di un Occidente in decadimento? E oggi parlare di apologia di fascismo o di Ius Soli appare o no una debolezza della sinistra alla ricerca di una rotta perduta? 

"L’Occidente così come lo intendiamo oggi è sempre stato guidato dagli Stati Uniti, ovvero dal cancro della finanza speculativa che vive nel suo grembo, e dalle multinazionali che mirano solo a massimizzare il profitto. Le decisioni imposte dagli egemoni, in caso in cui non riescono a concedere una vita dignitosa alle fasce più povere e bisognose della società, portano inevitabilmente al caos. Dietro la retorica delle libertà viene portata avanti l’ideologia della morte: vengono stimolati i rapporti omosessuali, vengono legalizzati gli aborti, l’eutanasia e le droghe. La forze politiche che si proclamano di sinistra sono complici di questo caos e non vogliono assumersi le responsabilità del degrado sociale. Spostano così l’attenzione ad esempio verso le manifestazioni più folcloristiche dei nostalgici del fascismo. Questa sinistra non è capace di garantire una vita dignitosa né agli italiani, né agli immigrati regolari, né ai migranti stessi, quindi arriva a proporre addirittura la morte dignitosa. Oggi non bisogna più parlare di sinistra e di fascismo. Queste etichette si sono svuotate dei contenuti originali. Ognuno li interpreta in modo personalizzato. Lo scontro oggi è tra i valori della vita e della prosperità e la cultura della morte e del caos".
autore / intelligo
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