Che fine hanno fatto i Cugini di Campagna?

14 luglio 2017 ore 13:11, intelligo
Chi ha una sessantina d’anni, non può non amarli perché avrà sicuramente qualche ricordo giovanile legato alle loro canzoni. Chi ne ha una quarantina, non può non conoscergli, e aver canticchiato i loro brani magari semplicemente perché sono spesso orecchiabili, vengono spesso riproposti e ti rimangono in testa. Chi di anni ne ha di meno non può non averne contezza almeno come fenomeno mediatico: con i loro capelli cotonati che non vanno più di moda da almeno dieci lustri, i completini tutti paillettes mille colori, super aderenti magari a sottolineare gli attributi maschili, i pantaloni rigorosamente a zampa d’elefante e le scarpe – sempre che tali si possano definire le mostruosità che calzano – un tempo segno distintivo di Alice Cooper o dei Kiss, quando ancora questa gente aveva un bel seguito. 

Che fine hanno fatto i Cugini di Campagna?
Ebbene sì, oggi vi parliamo proprio di loro, di una band che ormai oltre che musica fa anche una sorta di cabaret riproponendosi assolutamente immutata nei decenni, quasi si fosse aperto uno squarcio temporale modello “Ritorno al futuro”, il film di Robert Zemeckis interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd, e i Cugini ne fossero saltati fuori, cantando il loro successo per eccellenza, quell’Anima mia tormentone probabilmente destinato all’eternità… I Cugini di campagna nascono nel 1970. Nel corso del tempo, poi, l’assetto della band cambierà più volte, con personaggi in uscita e altri in entrata, a parte due, i “padri fondatori” diciamo così, i gemelli Ivano e Silvano Michetti. Raccontano che quest’amore per la musica si materializzò quando il padre dei due, Dante, decise di spedire Ivano al coro della Cappella Sistina sotto la direzione di mons. Bartolucci, per dissuaderlo dalla tentazione di pescare continuamente gli spicci di Fontana di Trevi con la calamita, occupazione che il ragazzino sembrava trovare parecchio congeniale. Così, Ivano suo malgrado si ritrova direttore d’orchestra a soli 19 anni e insieme al gemello Silvano fa quello che più o meno faceva ogni giovincello dell’epoca: mettere su un gruppo musicale. 

Erano anni in cui bastava poco, tipo un paio di chitarre, una batteria se eri fortunato, e la cantina di casa che per buona parte degli anni ’70 assurse a locale prove e, il sabato e la domenica, spesso anche a locale da ballo, con tanto di biglietto da pagare, ma te la cavavi con un paio di cento lire, e comunque le ragazze entravano gratis. Nascono così i Cugini di campagna, che vengono subito ingaggiati dalla Pull di Bruno Zambrini e Gianni Meccia che ne scelgono anche il nome “agreste” perché supponevano di indirizzare il gruppo verso un repertorio di musica tradizionale. E infatti il primo pezzo della band è Il ballo di Peppe, lanciata dalla trasmissione Alto gradimento, condotta da Gianni Boncompagni e Renzo Arbore. All’epoca, la formazione dei Cugini di campagna, oltre ai gemelli Michetti (Ivano al basso e Silvano alla batteria), vede Flavio Paulin, alla chitarra e prima voce del gruppo, e Gianni Fiori alle tastiere. Il ballo di Peppe, non è un successo anche se incredibilmente diventerà in seguito la storia sigla di Alto Gradimento. A questo punto si rivede l’obiettivo del gruppo: non più musica tradizionale italiana, ma musica composta da loro stessi. 

Ed è così che nel 1973 la band ottiene il successo con Anima mia, pezzo che a distanza di cinquant’anni è ancora il loro cavallo di battaglia. Anima mia, a detta degli stessi Cugini, “segna la nascita di un brano pioneristico per le tecnologie dell’epoca: la grande novità del falsetto infatti veniva spesso supportata dal registro di voce piena di Ivano oltre a quella di F. Paulin per dare una interezza alla melodia che era allora difficile da cogliere coi mezzi dell’epoca”. Non a caso, il brano viene ripreso da molti altri artisti che lo ripropongono nella loro lingua, tipo Dalila, Frank Sinatra e gli Abba. Seguono altre canzoni di buon successo, come Innamorata; Un'altra donna; 64 anni; Preghiera; È lei; Conchiglia bianca; Tu sei tu, tutti brani composti dalla coppia Ivano Michetti – Flavio Paulin. Poi, ecco iniziare una serie di cambiamenti all’interno della formazione, come l’arrivo nel 1973 di Giorgio Brandi alle tastiere e l’abbandono di F.Paulin nel 1977. 

Dopo l’uscita di Paulin, ecco entrare P. Manners, cantante/chitarrista che continuano a sfornare successi come “No tu no” “Meravigliosamente” “Dentro l’anima” “Solo con te” e molti altri, e lo storico album ” Metallo”, che supera nelle vendite gli album più famosi della band e che porta i Cugini nel decennio successivo, foriero di altri cambiamenti, come l’arrivo di M. Occhetti, in arte Kim, chitarra e voce, e Nick Luciani, nuova voce del gruppo, con G. Storelli alle tastiere. Dal 1990 in poi, la band comincia a lavorare soprattutto all’estero, e in Italia cade un po’ nel dimenticatoio fino a quando non torna alla ribalta grazie alla trasmissione televisiva Anima mia, condotta da Fabio Fazio e Claudio Baglioni. E’ un inaspettato e grande successo sancito dal rientro nella Hit Parade di due album dei Cugini. Nel 1998 la band pubblica un nuovo album di inediti, Amor mio. Quello è forse l’ultimo grande exploit della band, che comunque continua a lavorare in Italia e in giro per il mondo per un pubblico di affezionati o anche semplicemente di curiosi. 

Arriva il 12 dicembre del 2014, e Nick Luciani, ormai voce ufficiale del gruppo da circa 20 anni, annuncia il suo abbandono in aperta polemica con Ivano Michetti, discutendo la gestione della band e denunciando “mancanza di collaborazione, prove, allestimento”, problemi che, come asserisce il cantante, avrebbero portato a "spettacoli sempre più scadenti, togliendo man mano al gruppo quella magia con la quale era nato negli anni Settanta e su cui si basava, snaturando e facendo scivolare il gruppo sempre di più nel ridicolo sia dal vivo che in tv". E non finisce nemmeno lì, come dimostra un’intervista di Nick Luciani ai microfoni di Alex Achille su Riadochat.it. L’ex voce dei Cugini di Campagna vuota il sacco sull’epilogo della sua carriera con lo storico gruppo. Ripete i motivi che l’hanno portato a quel doloroso abbandono, e racconta di aver pubblicato già un album dal titolo Ricomincio da me, trovando però la “strada bloccata” quando si è trattato di promuovere la nuova attività artistica. La sua versione ai microfoni della radio, è questa: “Ho dato l’anima ai Cugini di Campagna, sono entrato nel gruppo nel 1997 all’età di ventisette anni e per vent’anni ho vissuto cose belle e brutte, sono cresciuto artisticamente seguendo le direttive che il leader della band dettava standomene buono e tranquillo, poi, però, ho detto basta ed ho deciso di ricominciare da solo. Non andavo più d’accordo con Ivano Michetti per via del suo carattere e soprattutto per il fatto che non voleva dare spazio alla mia creatività e anche oggi, lo stesso Ivano, sta bloccando i miei passaggi televisivi, diffidando le trasmissioni che mi chiamano ospite, dal trasmettere video che ci riguardano per non creare, sostiene, confusione di mercato". In sostanza, I ‘‘Cugini di Campagna’’, non vorrebbero far capire alle persone che la formazione è cambiata. Recentemente, ad esempio, ber ben tre volte sono stato chiamato ospite da Barbara D’Urso e in una di queste occasioni, ho avuto addirittura una troupe del programma in casa mia per parlare della mia nuova vita artistica e del mio primo album da solista ma in ognuno di questi appuntamenti, puntualmente, Ivano ha inviato diffida al programma che ha bloccato le mie ospitate. Ora basta davvero, la gente deve sapere la verità e voglio anche dire ad Ivano che ognuno dovrebbe andare per la propria strada in pieno rispetto e senza intralciare il lavoro dell’altro, spero che recepisca il mio messaggio in maniera positiva, sono aperto a qualsiasi chiarimento in merito".

In realtà, non sembra che l’accordo sia stato trovato se è vero che il 15 agosto scorso, durante una serata di Luciani a Poggiomarino, il cantante ha trovato i carabinieri sotto il palco con una diffida. Sembra che gli organizzatori della serata paesana, avessero citato anche i Cugini di campagna sulle locandine pubblicitarie, e questo pare che proprio non si possa fare. Peccato tanto astio in questo gruppo che ha letteralmente accompagnato la vita di molti di noi, dalla gioventù alla vecchiaia. A noi ci piace ricordarli sempre tutti in perfetta armonia, e aspettiamo di rivederli presto in TV con il loro look alternativo, a cantare, ovviamente, Anima mia.

di Anna Paratore.
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