Che fine ha fatto Agostina Belli?

15 settembre 2017 ore 11:08, intelligo
Agostina Belli che fine ha fatto? Il suo vero nome è Agostina Maria Magnoni, nasce a Milano, il  13 di aprile del 1949, da Domenico Magnoni, artigiano e Adele Margherita Dossena, titolare di una pensione di via Copernico in zona stazione, dove all’inizio degli anni ’70 la poveretta verrà rinvenuta massacrata a colpi di coltello da una mano rimasta sconosciuta. Agostina è molto graziosa, bel fisico da “quasi” maggiorata, lineamenti delicati e un paio di clamorosi occhi grigio azzurro che sembrano brillare come gemme, e che le attirano continuamente sguardi e commenti di ammirazione.  Ha, a ben osservare, proprio un viso “cinematografico,  la nostra Agostina e, non a caso, il suo sogno è fare l’attrice anche se nei primi anni dopo la scuola si deve accontentare di un posto come segretaria a La Rinascente di Milano. Alla fine, però, la spunta con suo padre, con il quale vive da dopo la separazione dei genitori, che le concede il permesso di un’incursione a Roma per fare dei provini con la promessa che se non dovesse riuscire entro sei mesi a ottenere una scrittura, se ne tornerà a Milano accantonando per sempre i suoi sogni di gloria  e si arrenderà a un lavoro “normale”.

Che fine ha fatto Agostina Belli?
Agostina accetta e, una volta sbarcata  a Cinecittà, vince la sua scommessa ottenendo quasi subito una particina nel film Banditi a Milano, del 1968 per la regia di Carlo Lizzani.
Inizia così la sua carriera, con una serie di B movie, compresi parecchi musicarelli e qualche thriller, tra cui Giornata nera per l’ariete, con Franco Nero, e Barbablù, con Richard Burton, entrambi del 1972, con cui l’attrice riesce a mettere in mostra le sue doti seduttive tanto da essere considerata il nuovo sex symbol degli anni ’70. Arrivano a quel punto anche film di spessore, come il capolavoro della Wertmuller, Mimì metallurgico ferito nell’onore al fianco di Giancarlo Giannini di cui interpreta il ruolo della moglie tradita e vendicativa, soffocando la sua bellezza sotto pesanti abiti neri e un trucco davvero punitivo, seguito da L'ultima neve di primavera di Raimondo Del Balzo e Sepolta viva di Aldo Lado.  Le tre pellicole la sdoganano con il grande pubblico e le permettono di conoscere l’uomo che presto diventerà il suo compagno, che sposerà e con cui resterà 15 anni prima del divorzio, l’attore norvegese Fred Robsahm, cognato di Ugo Tognazzi. 
Nel 1974 arriva per Agostina il ruolo di maggior spessore di tutta la sua carriera, quello di Sara in Profumo di donna, per la regia di Dino Risi, accanto a un eccezionale Vittorio Gassman con cui però l’attrice ammetterà in seguito di aver avuto un difficile rapporto umano. A quel punto, però, giunta ormai alla fama nazionalpopolare, non riesce a dare una svolta definitiva alla carriera, continuando a barcamenarsi tra le commedie sexy all’italiana  e lavori di maggior qualità, così eccola sul set de Il piatto piange di Paolo Nuzzi tratto da un racconto di Piero Chiara, che le fa guadagnare un Globo d’Oro, e di seguito sul set di Due cuori, una cappella, con Renato Pozzetto, o Virilità di Paolo Cavara, pellicole valide solo al botteghino.

Agostina torna a lavorare per Dino Risi in Telefoni Bianchi, film di poco successo in Italia ma che viene invece accolto benissimo in Francia, dove la Belli viene subito chiamata per affiancare Philippe Noiret in Giochi di fuoco. Subito dopo l’attrice accetta di posare nuda per Playboy e lavora per una serie di coproduzioni internazionali come  Holocaust 2000 con Kirk Douglas, Il Genio con Yves Montand, Doppio delitto con Marcello Mastroianni e Peter Ustinov, Un taxi color malva con Fred Astaire, Charlotte Rampling (altra celebre icona sexy) e ancora Ustinov e nel 1978, Enfantasme di Sergio Gobbi.  E’ più o meno a questo punto che Agostina abbandona momentaneamente il mondo dello spettacolo e, dando fondo ai suoi risparmi, assume un gruppo di investigatori privati affinché indaghino sull’inquietante e irrisolto assassinio della madre Adele Margherita Dossena ma, per quanto si tenti, il delitto resta un mistero inestricabile.
Negli anni ottanta la Belli torna sul set con Vai avanti tu che mi vien da ridere con Lino Banfi e La guerrigliera di Pierre Kast. Successivamente, non ricevendo più proposte degne di nota, si ritira dal cinema nel 1996 continuando a lavorare saltuariamente per fiction televisive, salvo riapparire dieci anni dopo sul grande schermo in Uno su due di Eugenio Cappuccio, con Fabio Volo.  Nel 2007 viene presentato al festival di Venezia Natural Born Star un documentario di Even Benestad, ispirato al periodo d'oro e al declino dell'ex compagno di Agostina, Fred Robsahm, morto nel 2015. Per l’attrice seguono poi pellicole come Conviene far bene l'amore e Cara sposa, dove oltre alla bellezza, Agostina Belli mostra una vis comica notevole che lascia un certo amaro in bocca visto che, a ben considerare, non è stata mai davvero sfruttata dal cinema italiano.
Da sempre amante della campagna e della vita genuina, Agostina vive a Bracciano, non lontano da Roma, in mezzo al verde sulle rive del lago. Ama tutto della sua città d’adozione, compreso il cibo –meno che la pajata e la coda alla vaccinara -. Sostiene di essere un’ottima cuoca, e adora girare la domenica tra le bancarelle di Porta Portese. Ha però un sogno: di veder terminare il degrado della Capitale e di assisterne al rilancio. Ci riuscirà? Lo speriamo per lei e per noi. 

di Anna Paratore 

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