Biotestamento, pressing dei medici ma il Parlamento prende tempo

16 febbraio 2017 ore 9:35, Andrea Barcariol
Biotestamento, pressing dei medici ma il Parlamento prende tempo
"E' necessario dare ai malati l'ultima parola èerché è a loro che spetta decidere". Questo, in sintesi, l'appello dei medici che chiedono una legge per il testamento biologico. Il testo è stato presentato alla Camera nell'ambito di una conferenza organizzata dall'Associazione Luca Coscioni. A firmarlo, tra gli altri, Carlo Alberto Defanti, Primario emerito Ospedale Niguarda, membro della Consulta di Bioetica e medico di Eluana Englaro, Michele Galluci, direttore della Scuola Italiana di Medicina e Cure Palliative, Componente del Comitato per l'Etica di Fine Vita (Milano),  Mario Riccio, anestesista rianimatore e medico di Piergiogio Welby e Fabrizio Starace, presidente della Società di Epidemiologia psichiatrica. “Arriviamo oggi a discutere di un argomento simile con estremo ritardo – ha spiega Carlo Alberto Defanti - in California hanno una legge di questo tipo dal’ 76. L’Italia è partita tardi e, come se non bastasse, ha pure allungato i tempi dell’iter burocratico per oltre vent’anni: nel ’92 era stata redatta la carta dell’autodeterminazione e nel ’96 venne depositato il primo disegno di legge su questo argomento. È assurdo dopo più di due decenni siamo ancora a questo punto”. Per anni Defanti è stato il medico di Eluana Englaro, uno dei simboli del fine vita in Italia, anche per questo il primario è diventato uno dei protagonisti di questa battaglia". 
Intanto è slittato di una settimana l'approdo in aula della proposta di legge sul testamento biologico. L'avvio dell'esame da parte dell'assemblea di Montecitorio era inizialmente previsto per lunedì prossimo, 20 febbraio, ma vista la necessità della commissione Affari sociali di avere più tempo per concludere i lavori, è stato chiesto un rinvio di sette giorni.

Un argomento da sempre molto delicato su cui si è espresso anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, in riferimento al caso di Dino Bettamin, il malato di sla trevigiano che ha avuto la sedazione palliativa nelle ultime ore prima della morte: "Ho il massimo rispetto della scelta di questa persona. Personalmente credo che il testamento biologico debba diventare realtà in un paese civile quale l'Italia si ritiene. Fa piacere che anche il Papa si sia espresso in quella direzione, del non accanimento nelle cure. Direi però che il testamento biologico è la condizione dirimente per tutti questi casi».

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