Tar del Friuli boccia il ricorso: all'asilo se vaccinati per "interesse generale"

18 gennaio 2017 ore 9:06, Andrea Barcariol
"L'iscrizione a un asilo comporta di necessità la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie”. Con queste parole il Tar del Friuli Venezia Giulia ha bocciato il ricorso presentato nelle settimane scorse da due famiglie contro la deliberazione del Consiglio Comunale di Trieste che ha introdotto l'obbligo delle vaccinazioni quale requisito d'accesso ai nidi e alle scuole dell'infanzia comunali e convenzionate. Nelle motivazioni della sentenza, il Tar sottolinea che in Italia l'obbligo di vaccinazione (antidifterica, antitetanica, antipoliomielitica e anti epatite B) non è mai stato abrogato e che "si è solo consentita una specie di obiezione di coscienza nel senso che ove i genitori, contrariamente all'obbligo di legge, scelgano di non vaccinare i propri figli, ciò non presenta conseguenze negative per quanto riguarda l'iscrizione dei pargoli alla scuola dell'obbligo". Per il Tar, inoltre, "la libera e responsabile scelta di non vaccinare i bimbi, che comunque si pone contro la legge vigente, comporta delle inevitabili conseguenze, tra cui l'impossibilità di iscrizione agli asili comunali" laddove l'amministrazione comunale adotti "una norma di prevenzione e precauzione in materia della salute che il Comune, nel regolamentare l'accesso ai propri asili, può legittimamente definire e disciplinare". Nel riconoscere la legittimità della scelta del Comune di Trieste, il Tar evidenzia che "non è in discussione la potestà genitoriale, ma come quest'ultima deve cedere il passo all'interesse generale".

Tar del Friuli boccia il ricorso: all'asilo se vaccinati per 'interesse generale'
Soddisfatta della sentenza l'assessore comunale ai Servizi educativi di Triste Angela Brandi: «Il Tar ha riconosciuto le ragioni del Comune volte a tutelare la salute dei cittadini, soprattutto i più fragili, come i bambini dagli 0 ai 6 anni. Si tratta di una sentenza molto articolata emessa in soli 5 giorni, ma anche molto innovativa perchè, trattando una materia delicata, afferma che la situazione attuale vede il ripresentarsi di malattie che si pensava debellate, a causa della mobilità internazionale, l'ingresso di extracomunitari e il calo delle vaccinazioni. Così il Tar, come noi, ritiene che l’interesse individuale debba cedere il passo all’interesse collettivo».
Il Friuli Venezia Giulia è al penultimo posto per quanto riguarda le percentuali di vaccinazioni in Italia. Il provvedimento del Comune di Trieste coinvolgerà circa 9 mila bambini tra gli 0 e i 6 anni.

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