Addio al segnale orario Rai: perché dal 31 dicembre viene cancellato

19 dicembre 2016 ore 9:15, Andrea De Angelis
Il segnale orario Rai ha iniziato il suo percorso oltre settant'anni fa, ma quello che più conosciamo (codificato) esiste da 37 lunghi anni. Adesso verrà rimosso, cancellato. Il 31 dicembre sarà il suo ultimo giorno "di vita". 

Merito del digitale. Dopo 37 anni la ricezione e la distribuzione del segnale, generato e inviato ogni minuto dall'Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM), riferimento in Italia per tutte le misure, viene dunque sospesa. Il motivo lo spiega bene RaiNews: con l'avvento delle trasmissioni digitali, che possono avere ritardi anche di alcuni secondi, il segnale radiotrasmesso non è più idoneo a garantire un'accurata "scansione" del tempo. Termina insomma una collaborazione iniziata circa 70 anni fa. Se il Segnale orario Rai Codificato è del 1979, risale infatti al 1945 la prima generazione di segnali orari per l'emittenza radiotelevisiva italiana. Quanti di voi lettori hanno iniziato la giornata proprio con questo segnale, quante volte la mattina è stata scandita da quell'inconfondibile suono, così come la sera, quasi a ricordarci che forse era bene andare a letto "vista l'ora". 

Addio al segnale orario Rai: perché dal 31 dicembre viene cancellato
"Il noto trillo - spiega Patrizia Tavella, responsabile del Laboratorio INRIM da cui viene emesso il segnale - è in realtà un codice che, in corrispondenza del secondo 52, comunica ora, minuto, secondo, mese, giorno del mese, giorno della settimana ed anche se è in vigore l'ora solare o l'ora estiva. Dal 1994 il segnale è diventato ancora più ricco d'informazioni grazie all'aggiunta di una seconda porzione di codice che, a partire dal secondo 53, indica l'anno, avvisa se è prossimo il passaggio all'ora solare o all'ora estiva e segnala l'eventuale introduzione nell'anno in corso di un secondo intercalare. Questo aggiustamento temporale, in inglese leap second, è lo stratagemma con cui si mantiene in accordo la scala di tempo realizzata oggi per mezzo degli orologi atomici con il tempo legato alla rotazione terrestre, molto più impreciso e soggetto a ogni tipo di variazione". Dalle informazioni alla notizia, dunque, per tanti amara: addio trillo, la modernità non gli concede più spazio. 
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