Francesca Neri, cinema e Totti: Amendola al Giffoni parla dei suoi amori

19 luglio 2017 ore 12:10, Micaela Del Monte
Ospite del Giffoni Film Fest, Claudio Amendola si è lasciato andare ad un'intervista a cuore aperto sulla sua vita privata. Sotto i riflettori è infatti finita anche la sua storia con Francesca Neri, una storia che va avanti dal 1996 e che ha regalato all'attore anche un figlio, Rocco. "Nessuno scommetteva sul nostro amore", racconta oggi l'attore romano a proposito della moglie. "Siamo la dimostrazione che anche nel nostro mondo si possono conciliare famiglia e ambizioni. Noi ci siamo riusciti, soprattutto grazie a Francesca".  

Francesca Neri, cinema e Totti: Amendola al Giffoni parla dei suoi amori
I ricordi raggiungono i primi mesi di relazione con Francesca. "Vi dico una cosa che non ho mai detto prima - confida con tono complice ai ragazzi che lo accolgono al festival del cinema - Nei primi mesi del nostro rapporto, nei salotti romani si scommetteva su quanto avremmo resistito. I più ottimisti ci davano otto/dieci mesi: stiamo insieme da venti anni".

Per Francesca Claudio ha anche rinunciato ad una carriera all'estero: "Quando, nel 1996, feci la serie Tv della BBC, Nostromo, con Colin Firth", ha raccontato, "mi si erano aperte alcune occasioni fuori dall’Italia, cosa che non avrei mai pensato potesse succedere. Ma la sera della prima, a Londra, io non ci sono mai andato. Stavo da tre settimane con Francesca (Neri, ndr) e lei era in Spagna a girare un film di Almodóvar. Arrivai in aeroporto per prendere il volo per Londra e vidi che ce n’era un altro per Madrid. Presi il secondo. Ricordo ancora la sua faccia quando mi vide, forse è stato in quel momento che ho messo “il segno”.

Amendola ha parlato anche di un altro suo grande amore, la Roma. Nella fattispecie ha raccontato quello che ha vissuto lo scorso 28 maggio, quando Francesco Totti ha dato il suo addio al calcio. "Per l'addio al calcio di Totti ho pianto come un vitello, mi ha fatto una tenerezza infinita. E' stato un momento di cinema meraviglioso, che però sarebbe dovuto succedere un anno prima. Lui, la squadra e noi avremmo meritato che la sua ultima stagione fosse gestita con più intelligenza".
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