Che fine ha fatto Gianmarco Tognazzi?

02 agosto 2017 ore 10:02, intelligo
Ugo Tognazzi, grande attore del cinema italiano, viene descritto così: “Tante donne, tanti figli, tanti amici, tanto lavoro, tanto cucinare, tanto mangiare, tanto bere, tanto fumare… insomma, tanto tutto. Ugo era un uomo esagerato, che non poteva star mai fermo. Aggrediva la vita con ingordigia e golosità.” Gianmarco Tognazzi è il suo terzo figlio, dopo Ricky e Thomas e prima dell’unica femmina, Maria Sole, e anche se potrebbe apparire ingeneroso, è impossibile parlare di lui prescindendo da cotanto padre perché tra tutta la numerosa prole del grande Ugo, tutta più o meno impegnata nel mondo dello spettacolo, sicuramente Gianmarco è quello che lo ricorda di più. Come Ugo, infatti, anche Gianmarco, per gli amici “Gimbo” è un uomo che non può fare a meno di passioni, siano esse per il cinema, l’amore o il cibo.
Che fine ha fatto Gianmarco Tognazzi?
Gianmarco Tognazzi nasce a Roma nell’ottobre del 1967 figlio di Ugo Tognazzi e di Franca Bettoja. Oltre al padre famoso attore che certo non ha bisogno di presentazioni, la mamma Franca,
anch’essa attrice ebbe discreta notorietà verso la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 ma, nonostante ottime critiche e l’apprezzamento di famosi registi per un sicuro talento, la sua carriera non sembrò davvero decollare tanto che lei, dopo il matrimonio con Ugo, nel 1972, si ritirò gradualmente dalle scene, preferendo dedicarsi alla Gran Loggia Femminile d’Italia, una delle obbedienze minori della massoneria italiana di cui fu tra le fondatrici nel 1975 insieme alla mamma Marisa.  
Una famiglia impegnativa e complessa quella di Gianmarco, con due fratelli maggiori, Ricky e Thomas che suo padre ha avuto con due donne diverse, Ricky con Pat O’Hara, ballerina inglese con cui Tognazzi senior non si è mai sposato, e Thomas, avuto con Margarete Robsahm, attrice norvegese, sposata da Ugo nel 1963, matrimonio che però si è ben presto infranto dopo l’incontro di Tognazzi con quella che sarà il grande amore della sua vita, appunto Franca Bettoja, mamma di Gianmarco e Maria Sole. Eppure, in questa famiglia aperta che all’epoca si può trovare giusto nel mondo dello spettacolo perché nella società comune sarebbe stata oltremodo antesignana, Gianmarco cresce con allegria, affidato soprattutto alla mamma e alla nonna mentre il papà è impegnato sui set in tutta Europa. In quegli anni, il piccolo Gianmarco sviluppa l’amore per la buona tavola e il buon vino, che tanto lo accomunano a papà Ugo. Racconta lui stesso in un’intervista rilasciata a Vanity Fair lo scorso anno che però non deve al padre questa passione: “Fu mia nonna Maria: a 4 anni mi portava a mungere le vacche, e alle 11 merenda, panino al salame e due dita di rosso.” Però aggiunge anche, quasi a voler dare anche al padre i meriti che ha: “Poi con Ugo la convivialità era una filosofia: per lui esibirsi ai fornelli era come fare uno spettacolo. Diceva che la composizione di un piatto deve essere un’opera d’arte: una delle tante cose di cui è stato un precursore”.
E’ comunque inevitabile che già da giovanissimo cominci a seguire suo padre sui set, e si lasci attrarre dal mondo dello spettacolo, così come accadrà anche per i suoi fratelli.  
Gianmarco ottiene piccole parti ne L'anatra all'arancia di Salce, Romanzo popolare di Monicelli del 1974, e Il petomane di Pasquale Festa Campanile.  Poi, crescendo, interpreta alcuni film giovanilistici come Vacanze in America di Carlo Vanzina (1984), Sposerò Simon Le Bon di Carlo Cotti (1986) e Una notte al cimitero di Lamberto Bava (1987), dimostrando un discreto talento per la commedia leggera.  Nel 1989 si fa convincere a condurre il Festival di Sanremo con altri tre “figli d’arte”, Danny Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin.  Il risultato è pessimo e le critiche non sono poche ma forse hanno un effetto benefico su Gianmarco che quell’anno conosce Beatrice Bracco, insegnante di recitazione argentina  che, tra l’altro, riesce a portare a Roma per la prima volta l'insegnante, membro dell'Actor's Studio, Dominic De Fazio. Con la Bracco di formeranno attori come im Rossi Stuart,  Paola Cortellesi, Claudia Gerini, Stefania Rocca, Claudio Santamaria, Valentina Cervi, Davide Devenuto, Marco Falaguasta, Anita Caprioli, Martina Colombari, Roberta Potrich, Massimo De Santis, Salvatore Esposito, Francesco Scianna, Emanuele Bosi e molti altri.
Sulla scorta dello studio, Gianmarco comincia a dedicarsi al teatro, all’inizio nei teatri Off di Roma con gli spettacoli Crack (1991), Macchine in amore (1992), La valigia di carne (1993) e Testimoni (1997-1999), quest'ultimo in coppia con Alessandro Gassmann. Dal 2001 si dedica al musical con A qualcuno piace caldo di Saverio Marconi, poi porta sul palcoscenico Closer (2002), Il rompiballe (2003-2006), Prima pagina (2006-2008), Die Panne ovvero La serata più bella della mia vita (2008-2010) e Un nemico del popolo (2011-2013). Al cinema cominciano a susseguirsi le pellicole alle quali partecipa, come Crack di Giulio Base e Una storia semplice di Emidio Greco, nel 1993 in Teste rasate di Claudio Fragasso e nel 1995 I laureati di Leonardo Pieraccioni. Sempre in coppia con Alessandro Gassmann interpreta Uomini senza donne (1996) e Facciamo fiesta (1997), entrambi diretti da Angelo Longoni.
Nel 2004, diretto dalla sorella Maria Sole che ha abbracciato la regia, Gianmarco recita in Passato Prossimo, pellicola che ottiene una nomination al David di Donatello per il miglior regista esordiente. Replicherà l’esperienza nel 2013, nella pellicola Viaggio Sola, sempre diretto da Maria Sole. Intanto, nel 2005 con Luca Mazzieri è in Cielo e terra e con Michele Placido in Romanzo criminale, che gli fa guadagnare la nomination ai Nastri d'Argento,  nel 2007 con Giuseppe Ferrara è nel film Guido che sfidò le Brigate Rosse, nel 2008 con Francesco Patierno  ne Il mattino ha l'oro in bocca con Elio Germano, nel 2009 con Fausto Brizzi in Ex e in Polvere. Nel 2012 recita nella pellicola Bella addormentata, regia di Marco Bellocchio e in Incompresa, regia di Asia Argento. Nel 2016 è ne Il Ministro, per regia di Giorgio Amato, definito da un critico cinematografico “una favola nerissima con una galleria di nuovi mostri senza possibilità di redenzione”, pellicola accolta con discreto favore anche dal pubblico soprattutto perché ricorda quelle commedie anni ’60 targate Risi, Salce o Monicelli che mettevano alla berlina i vizi degli italiani e i guasti di una società che andava via via peggiorando, ottenendo alla fine un ritratto dell’Italia contemporanea che lascia l’amaro in bocca. 
Ma anche sul piccolo schermo, Gianmarco non fa mancare la sua presenza, prendendo parte a parecchie fiction, alcune delle quali anche di ottimo successo, come ad esempio I misteri di Laura di Alberto Ferrari interpretando Iacopo Banti, ex marito di Laura. Ultimamente, però, Gianmarco sembra aver messo in secondo piano il mondo dello spettacolo, concentrandosi su una attività che sembra dargli ottime soddisfazioni. E parla così de La Tognazza Amata. Dice: “E’ una meravigliosa tenuta e idea a 'scopo ugoistico' che si trova a Velletri, a pochi chilometri da Roma, e che ho tramutato in un'azienda, facendo sì che ciò che facevamo in casa per noi e per gli amici di Ugo arrivasse anche agli altri amici, al pubblico di Ugo. E devo dire che mi sta dando una grande soddisfazione, crescendo in modo esponenziale. All'inizio in molti pensavano fosse solo un'etichetta, invece La Tognazza comincia a imporsi come qualcosa che ha una grossa qualità e di questo io ne sono molto fiero". Dunque, Gianmarco Tognazzi imprenditore vinicolo, e infatti circa un anno fa ha presentato Tapioco, Antani e Come se fosse, un vino bianco e due rossi, con i nomi rubati da uno dei film più amati di suo padre, Amici miei.  Continua Gianmarco: “Mentre scrivevano quel film bevevano il nostro vino fatto in casa da mio padre. Vino che, come poi mi ha raccontato mia madre, ha contribuito in realtà nella scrittura dei termini della supercazzola. Quindi ho pensato: chi è più titolato di quei vini a chiamarsi con quei termini? Quindi insomma c'è una doppia lettura"
A noi non resta che fare a Gianmarco un grande in bocca al lupo: che la sua famiglia abbia nel mondo vinicolo lo stesso successo che ha raccolto nello spettacolo…

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di Anna Paratore
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