Facebook fa paura? Anche la Germania fa guerra all'effetto bufale sul voto

20 dicembre 2016 ore 11:32, Adriano Scianca
Si stringe il cerchio attorno alle cosiddette “fake news”, con tutto quel che questa nobile crociata per la verità comporta in termini di possibile censura. Dalla Germania, per esempio, arriva una proposta choc: il capogruppo del partito socialdemocratico (Spd), Thomas Oppermann, ha dichiarato allo Spiegel che sarebbe allo studio una proposta di legge che obblighi Facebook a predisporre un ufficio nel paese per moderare le bufale e gli hate speech per 24 ore su 24. Per ogni fake news non cancellata entro un giorno, Facebook riceverebbe una multa di 500mila euro. 

Facebook fa paura? Anche la Germania fa guerra all'effetto bufale sul voto

Al momento si tratta soltanto di un'idea, ma l'ipotesi è effettivamente al vaglio della coalizione di governo che include il partito della cancelliera Angela Merkel, l'Unione cristiano-democratica (Cdu). Del resto l'esperienza di Trump insegna che questo genere di fenomeni virali può influenzare persino le elezioni: che i partiti tedeschi stiano correndo ai ripari per contrastare l'ondata "populista"? Che notizie inventate di sana pianta – per esempio le recenti finte dichiarazioni di Gentiloni che hanno fatto il giro della rete – vengano rimosse dalla rete è ovviamente un'ottima cosa. Ma chi ci garantisce che dalla rimozione delle notizie su fatti mai avvenuti non si passi alla censura di interpretazioni sgradite di fatti reali? Del resto la proposta parla non solo di fake news, ma anche di hate speech, ovvero di “discorsi d'odio”. Anche in questo caso, il dubbio è che si parta da eccessi verbali francamente inaccettabili, come offese, ingiurie, diffamazioni, per finire ad attaccare le opinioni politicamente scorrette. Dire, per esempio, che il tal immigrato ha commesso un crimine, quando il fatto non è mai avvenuto, è certamente un comportamento scorretto. Che l'immigrazione sia un'invasione verrà invece ritenuta una legittima opinione o si tratterà di una “bufala” da oscurare?

Da tempo Facebook è corso ai ripari per contrastare la diffusione dei fake. Il social network si baserà sulle segnalazioni dei suoi utenti e su un apposito software per individuare le fake news. Le segnalazioni poi passeranno nelle mani di un consorzio di giornalisti per essere verificate. Ma chi garantirà sulla terzietà reale delle segnalazioni e, ancor più, del comitato di professionisti che dovrà passare al vaglio le notizie segnalate? Facebook, inoltre, modificherà anche il suo algoritmo per assicurarsi che le notizie incriminate non si diffondano troppo. Agli utenti che intendono condividerla verrà chiesto se sono davvero sicuri di volerlo fare. Insomma, le intenzioni sembrano buone. Ma, come al solito, i risultati potrebbero non esserlo.
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