Osborne, terrorista 'bianco' della moschea: "Morte ai musulmani" - VIDEO

20 giugno 2017 ore 13:39, Luca Lippi
Osborne, terrorista 'bianco' della moschea: 'Morte ai musulmani' - VIDEO
E' l'esecutore dell'attentato alla moschea di Londra, Darren Osborne, etichettato come il terrorista “bianco”, è l’uomo che a detta dei media,  odia i musulmani. Scomposto, strattonato, catturato sul luogo del delitto, circondato dalla folla inferocita è stato tratto in salvo dagli agenti. Viene ripreso dalle telecamere mentre ricambia lo sguardo quasi fosse su una passerella.
Accenna un sorriso, manda baci con la mano libera dalla presa degli agenti, ammicca a un pubblico che forse è solo nella sua testa. “Ho fatto la mia parte”, ha detto pochi istanti dopo avere causato la morte di un uomo e ferito una decina di altri.
Un omone di un metro e 93, con 4 figli, un’ex moglie, due cani, una casetta come tante ce ne sono in Gran Bretagna. 
Osborne sembra un coacervo di odio contro i musulmani covato e sfociato in un momento di ordinaria follia. Darren Osborne un terrorista? Se lo fosse veramente sarebbe atipico, sembra piuttosto un esemplare vittima del suo stesso risentimento che spesso trascina l’attore di fatti eclatanti in gesti folli figli della solitudine. 
Cresciuto a Weston-super-Mare, sulla costa inglese, e trasferitosi in terra gallese in età adulta. Luoghi periferici, dove la presenza di musulmani non manca, come ormai ovunque in Gran Bretagna.  Sempre secondo quanto riportato dai media, pare sia separato da qualche tempo e divorziato da sei mesi. Ma i figli li vedeva regolarmente, senza apparenti tensioni familiari. E dava la sensazione di “un padre premuroso”.
Su Osborne, almeno per il momento, non é emerso granché, come per tutti gli uomini ordinari che possono godere solo di qualche attimo di celebrità presi per mano dalla follia. Un ex compagno di gioventù, citato dal Wales Online, lo ricorda con distaccata simpatia negli anni degli studi di matematica e informatica alla Broadoak Mathematics and Computing College. Altri conoscenti, fra i primi a individuarlo nelle sconvolgenti foto dell’arresto nonostante il volto tumefatto, dicono appena qualcosa in più. David Ashford 52 anni, si mostra stupefatto. Una vicina, Pauline Tibbs, evoca “un terribile shock”, anche se la sua conoscenza si limitava alla fine a qualche incontro in strada: “Parlava poco”.
Vicino alla sua casa di Glyn Rhosyn, periferia residenziale di Cardiff, presidiata oggi da una pattuglia di polizia, vive anche una coppia musulmana. Lui, 40 anni, non vuol dire il suo nome, ma commenta: “Io sono musulmano, la mia compagna pure, e non abbiamo mai sospettato nulla. Ci sembrava un tipo normale. L’altro ieri l’ho sentito cantare dalla cucina con i suoi figli”. Il giorno dopo quel papà canterino ha percorso qualche centinaio di chilometri, col suo furgone preso a nolo in Galles, e si é spostato a Londra. Dove, lungo uno stradone di Finsbury Park, ha mostrato il volto della sua latente follia.




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