Solstizio d'estate tra miti e usanze, cos'è e perché si festeggia oggi

21 giugno 2017 ore 10:04, Micaela Del Monte
Alle 6,24 di questa mattina è scattata ufficialmente l'estate. Con il sorgere del sole infatti si è dato inizio al solstizio d'estate, ovvero il giorno più lungo dell'anno, o meglio quello con più ore di luce. L’estate durerà fino al 22 settembre, data del prossimo equinozio d’autunno. Dal punto di vista astronomico, per solstizio si intende il momento in cui il Sole, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, raggiunge il suo punto massimo di declinazione. Quindi durante il solstizio d’estate la stella raggiunge la sua massima altezza nell’emisfero boreale e la minima in quello australe, mentre accade l’esatto contrario durante l'inverno.

Solstizio d'estate tra miti e usanze, cos'è e perché si festeggia oggi
SOLSTIZIO -
Il termine solstizio, ha proseguito, deriva dal comportamento del Sole nel cielo e viene dal  termine latino solstitium, composto da sol-, Sole, e sistere, fermarsi. ''Proprio in questa data - ha detto - il Sole sembra infatti fermare la sua ascesa, per poi iniziare a riavvicinarsi all'equatore celeste, dapprima impercettibilmente, poi sempre più rapidamente, fino all'equinozio d'autunno''.

L'appuntamento con il nuovo sole sarà appunto alle ore 06.24 italiane. In quel momento, spiega l'astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope, "il Sole raggiungerà la sua massima distanza angolare a nord dall'equatore celeste, che è la proiezione in cielo di quello della Terra". Conseguenza del solstizio estivo "è che la durata della porzione diurna del giorno sarà massima per il nostro emisfero. A Roma, ad esempio, il Sole sorgerà alle 5.34 e tramonterà alle 20.48, restando al di sopra dell'orizzonte per quasi 15 ore e 14 minuti. Naturalmente, per l'emisfero australe questo giorno marcherà il solstizio invernale".

USANZE E CREDENZE - Tanti i riti pagani legati a questa notte "magica". La maggior parte comprendono la rinascita, attraverso il fuoco e l'acqua, i falò e la rugiada generatrice e purificatrice della notte. Questa è la notte in cui si celebra la vita, ma anche quella che prova a intravedere il futuro. In molte culture le giovani donne possono scorgere il volto del futuro marito. C'è poi chi, specie in Asia, dà il benvenuto all'estate facendo volare verso il cielo numerose lanterne. Luce nella luce, verrebbe da dire. 

CIVILTA' ANTICHE - La ricorrenza è da sempre molto sentita, sin dalle primissime civiltà umane: le giornate più lunghe rappresentavano per i popoli antichi l’avvio di un periodo di fertilità, benessere e ricchezza. Durante l’estate la vegetazione è naturalmente abbondante e i raccolti raggiungono il loro picco massimo. Ma pare che l’evento sia legato anche al culto del Sole quale simbolo divino.

Per gli Inca il Sole rappresentava la divinità Inti, sovrana della Terra. Famosi per le loro attente osservazioni astronomiche, gli Inca avevano elaborato un complesso sistema di torri – chiamate Mojones – per stabilire con relativa certezza l’arrivo di solstizi ed equinozi: alcune sono giunte fino ai giorni nostri, come nei pressi di Cuzco oppure con il luogo sagro del Torreon a Macchu Picchu.

Anche i Maya consideravano il Sole fonte di vita ed essenziale per le attività umane, e il loro famoso e precisissimo calendario ha incluso, oltre all’osservazione degli astri celesti, proprio solstizi ed equinozi. Per gli Aztechi, invece, il Sole rappresentava un guerriero pronto a morire ogni sera per risorgere al mattino, da alimentare con celebrazioni e sacrifici.

Il più famoso sito archeologico dedicato all'osservazione e alla celebrazione del solstizio d'estate è Stonehenge, nel Regno Unito. Caratterizzato da grandi megaliti che raggiungono fino 50 tonnellate di peso disposti in due cerchi concentrici, sembra servisse agli uomini del Neolitico, forse Druidi, per studiare i fenomeni astronomici legati al Sole, tanto da diventare un vero e proprio tempio.  
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