Monte Bianco, 3 cadaveri riemergono dai ghiacci dopo 20 anni: chi sono

24 agosto 2017 ore 9:27, Micaela Del Monte
Il ghiacciaio del Miage, nel massiccio del Monte Bianco, ha restituito tre cadaveri. Ieri pomeriggio infatti, intorno alle 18, è arrivata la segnalazione del ritorvamento alla centrale unica di soccorso della Valle d'Aosta da parte di un alpinista. L'incidente che avrebbe portato alla scomparsa delle tre persone però non sarebbe recente e le dinamiche sono ancora tutte da verificare.

Monte Bianco, 3 cadaveri riemergono dai ghiacci dopo 20 anni: chi sono
I tre alpinisti morti probabilmente alla fine degli anni Novanta. Il ghiaccio, in forte ritirata, li ha restituiti in questa estate di caldo torrido che non ha risparmiato l'alta quota, dopo averli nascosti gelosamente per molti anni.  Le circostanze dell'incidente sono ancora un mistero. L'unico indizio è una carta di identità tedesca rilasciata nel 1995, sgualcita e difficilmente leggibile. Era all'interno del portafogli, consegnato in serata ai finanzieri del Soccorso alpino di Entreves (Sagf) che hanno immediatamente allertato le autorità consolari e stanno consultando l'archivio storico riguardante i dispersi. I militari hanno potuto anche visionare alcune foto scattate dall'uomo che oggi si è imbattuto nel macabro ritrovamento durante un'escursione nella Val Veny, sopra Courmayeur. 

"Con il caldo e il conseguente scioglimento dei ghiacciai aumenta la frequenza di questi ritrovamenti", spiega il maresciallo Delfino Viglione, comandante della stazione Sagf di Entreves, come riporta l'Ansa. E' stato lo stesso finanziere ad occuparsi, una decina di giorni fa, di un altro analogo rinvenimento sul ghiacciaio della Brenva: resti di un alpinista, la cui scomparsa è stata fatta risalire agli anni ottanta, in base all'esame dell'attrezzatura. 

Il fatto più clamoroso di riemersione di corpi dal ghiaccio perenne è accaduto quest'anno in Svizzera, sulle Alpi bernesi, dove sono stati ritrovati i cadaveri mummificati di Marcelin e Francine, dispersi nell'agosto del 1942 durante una traversata. Ad identificarli è stata la figlia della coppia, ormai ottantenne, che mai si era rassegna alla misteriosa scomparsa dei genitori.
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