Eclissi: salmoni in "gabbia" evadono nel Pacifico. È rischio ambientale.

24 agosto 2017 ore 16:46, Giuseppe Tetto
L’eclissi e il disastro ambientale. A farne le spese i salmoni. A lanciare l’allarme è stato il Dipartimento di pesca e fauna selvatica dello Stato di Washington annunciando che 5000 esemplari atlantici hanno "approfittato" dell'eclissi solare del 21 agosto per fuggire nelle acque del Pacifico. Tutto a causa delle “maree eccezionali” generate dall'evento astronomico. Da lì la richiesta “bizzarra” fatta ai pescatori della zona di "andare subito a catturare quanti più salmoni possibile, indipendentemente dal numero o dal peso". La storia è stata raccontata dal Guardian, quotidiano britannico che ha scritto che migliaia di esemplari sono fuggiti dall'azienda Cooke Aquaculture di Cypress Island, nello Stato di Washington. E adesso si starebbero riversando nelle acque attorno alle Isole San Juan.

Eclissi: salmoni in 'gabbia' evadono nel Pacifico. È rischio ambientale.
CEDIMENTO STRUTTURALE
Le vasche di Cypress Island contenevano circa 305mila pesci quando hanno avuto un "cedimento strutturale" e almeno 5000 esemplari di salmoni dell'Atlantico erano fuggiti riversandosi nel Pacifico. “Le maree e le correnti eccezionalmente elevate – ha detto l’azienda - che coincidono con l'eclissi solare di questa settimana hanno causato il cedimento strutturale». Ma non tutti credono a questa versione dei fatti e le associazioni ambientaliste accusano la Cooke Aquaculture: “La gravità del Sole e della Luna contribuisce a innalzare le maree, ma i livelli registrati non erano tali da causare il problema. E le strutture della Cooke dovevano comunque essere costruite per sopportare questi movimenti”. Immediata la difesa dell'azienda che ha spiegato come fosse in attesa di permessi per rafforzare la sicurezza delle vasche e ha respinto le preoccupazioni degli ambientalisti: "Il pesce non sopravviverà nel Pacifico. Per noi è più che altro una perdita di affari e il salmone scappato sarà cibo per le foche". 
DISASTRO
I pescatori della zona, usciti in mare negli ultimi giorni sperando di catturare salmoni Chinook, nelle loro reti hanno già trovato salmoni mai pescati prima, grandi fino a 80 centimetri e cosparsi di macchie nere: "È un disastro", ha dichiarato all'Associated Press Ellie Kinley, la cui famiglia pesca in quelle acque da generazioni, "non vogliamo che quei pesci risalgano i fiumi e prevalgano sul nostro salmone". Sugli scenari futuri gli scienziati sono divisi. Secondo John Volpe, ecologista dell'Università di Victoria, i salmoni atlantici sarebbero in grado di sopravvivere, risalire i fiumi e riprodursi, dando vita a una prole competitiva o persino più forte del salmone del Pacifico. Di opinione contraria Michael Rust, scienziato del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration): "Immaginate una mucca da latte che si perde nel Serengeti in Tanzania. Non dura molto a lungo".
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