EasyJoint spopola in Italia: dove si trova la "canna light" e perché è legale

24 maggio 2017 ore 12:38, Micaela Del Monte
La cannabis è pronta ad invadere l'Italia, ma solo in versione light. Sta spopolando infatti in questi giorni EasyJoint, la marijuana light e made in Italy che non infrange nessuna legge e che può essere venduta e comprata nei negozi. Senza effetti psicotropi e con livelli di Thc molto bassi le "canne light" hanno il solo scopo di rilassare. 
 
EasyJoint spopola in Italia: dove si trova la 'canna light' e perché è legale
DOVE SI TROVA -
In molte città italiane, tra cui Bologna, Palermo, Milano e Parma, i punti vendita di questa tipologia di cannabis stanno cominciando a prendere piede. Le capoluogo emiliano si può trovare "Qui Canapa" in via Zucchini. L’unico rivenditore ufficiale per Palermo e provincia si trova a pochi passi dal Teatro Massimo, in via Pignatelli Aragona: il "Dois Growshop". A Milano “EasyJoint” è acquistabile da “Green Hutopia” in via Crema 20. 

COS'E' L'EASYJOINT - Si tratta di infiorescenza femminile di cannnabis sativa della varietà “Eletta Campana”, coltivata naturalmente senza l’impiego di alcun additivo chimico. "È una canapa - spiegano i creatori - selezionata e recisa a mano per ottenere la massima qualità” con l’essiccazione che “avviene in maniera naturale e non è forzata per mantenere il massimo contenuto di oli essenziali” 

PERCHE' E' LEGALE -  EasyJoint è legale perché il contenuto di Thc - il più noto dei principi attivi della cannabis - è ben sotto lo 0,6%, il limite massimo stabilito dalla legge italiana affinché la canapa venga considerata “industriale” o comunque non fuorilegge. Molta più alta, invece, la percentuale di Cbd - il cannabidolo, che ha effetti sedativi e ansiolitici -, che si aggira attorno al 4%. Il progetto, naturalmente, per stessa ammissione dei titolari, punta “attraverso la commercializzazione e la valorizzazione delle infiorescenze di canapa legale di elevata qualità” a contribuire “al processo di legalizzazione in Italia”. 

EFFETTI - Ma quali possono essere gli effetti di questa canna light? Secondo Vincenzo Di Marzo, direttore dell’Istituto di chimica molecolare del Cnr che da oltre 20 anni si occupa degli effetti fisiologici dei cannabinoidi, non è facile fare ipotesi. “Il contenuto di Thc dichiarato è effettivamente molto basso – spiega a Wired Di Marzo – per fare un paragone, le sostanze che venivano fumate negli anni ‘60 e ‘70 contenevano tra il 2 e il 4% di Thc, mentre le erbe moderne più potenti, come la skunk, superano il 20%”. Ed essendo proprio il Thc il principio attivo responsabile degli effetti psicotropi della cannabis (e dei danni al neurosviluppo attestati in adolescenti e bambini), è probabile che una EasyJoint abbia effetti trascurabili.

“Esiste però una forte variabilità individuale nella risposta alla sostanza, e una certa differenza legata alla modalità di assunzione della sostanza, che rendono difficile dare una risposta univoca”, continua Di Marzo. “Molto dipende inoltre da come si misura il contenuto di cannabinoidi. Nella pianta infatti non sono contenuti in forma attiva, ma in una non attiva, o carbossilata, che non produce effetti sul sistema nervoso. Il passaggio alla forma non carbossilata avviene con l’essiccamento e il riscaldamento, e quindi bisognerebbe essere sicuri delle percentuali di Thc in forma attiva presenti al momento del consumo, che spesso prevede il riscaldamento della sostanza, per poter ipotizzare i possibili effetti sul sistema nervoso”. Infine, conclude l’esperto, non esistono molti studi sulla farmacocinetica del Thc, ed è quindi difficile comprendere in che modo influenzerebbe l’organismo il consumo ripetuto di tanti spinelli contenenti bassissime quantità di Thc, rispetto all’utilizzo di dosi minori di sostanza più concentrata (tipico del consumo ricreativo attualmente illegale).

Sul fronte cannabidiolo invece la situazione è più chiara. Si tratta di una sostanza perfettamente legale, di cui sono accertate le capacità antiansiolitiche e l’ottima tollerabilità. “Gli studi effettuati fino a oggi dimostrano che ha pochissimi effetti collaterali, anche a dosi estremamente elevate, molto più alte di quelle presenti nella cannabis”, sottolinea l’esperto. “Basti pensare che oggi è in fase di sperimentazione come antiepilettico per utilizzo pediatrico. E in alcune ricerche è stato utilizzato a dosi di 800 milligrammi per verificarne il possibile effetto antipsicotico, senza riscontrare effetti dannosi”.
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