Ballottaggi comunali: la Toscana diventa arancione? Focus voto

26 giugno 2017 ore 14:43, Luca Lippi
Sotto il sole sferzante del 25 giugno il rosso della Toscana perde tono e deventa arancione. Ai ballottaggi il Pd tiene a Lucca, ma perde Pistoia a vantaggio del centrodestra e Carrara (Massa Carrara), dove vince M5s.
Proprio a Carrara il sindaco sarà Francesco De Pasquale di M5s che ha ottenuto oltre il 65%, lasciando a poco più del 35,5% il candidato Pd Andrea Zanetti: è la prima volta che la ”patria” di cavatori e anarchici, da sempre guidata dalla sinistra o dal centrosinistra, cambia governo. Già in testa al primo turno, De Pasquale ha trovato terreno fertile anche nella divisione interna al Pd che aveva portato a commissariamenti, ricorsi in tribunale e a due candidati di centrosinistra in corsa al primo turno.
Ballottaggi comunali: la Toscana diventa arancione? Focus voto
Per il M5s invece, dopo la clamorosa scalata al podio di Livorno ora prende di prepotenza o per mancanza di alternative anche Carrara. Altra roccaforte espugnata è Pistoia dove il sindaco uscente del Pd Samuele Bertinelli, che pure era partito in vantaggio al primo turno, si è fermato al 45,7%, superato da Alessandro Tomasi del centrodestra con il 54,3%.
Sfida sul filo di lana a Lucca, forse la città considerata più ”contendibile” vista la sua storia recente di alternanza di governo, vinta dal sindaco uscente Alessandro Tambellini (Pd) con il 50,5% sullo sfidante di centrodestra Remo Santini al 49,5%. In Toscana sono attualmente sei su 10 i capoluoghi di provincia amministrati dal centrosinistra (Firenze, Prato, Siena, Massa, Pisa e Lucca), uno da M5s (Livorno) e tre dal centrodestra (Grosseto, Arezzo e Pistoia).
 In soprprendente controtendenza anche l’afflusso alle urne, secondo i dati del Viminale a Pistoia, Lucca e Carrara non è stato superato il 50%. A Carrara la percentuale dei votanti è stata del 49 con una flessione del 9,2% rispetto al 58,2% del primo turno. Supera il 6% la flessione dei votanti a Pistoia, che alle 23, ha toccato il 49,5% a fronte del 55,6% del primo turno. Più contenuta la flessione a Lucca con un meno 4,1%: i seggi hanno chiuso facendo segnare un'affluenza del 45,2% a fronte del 49,3 del primo turno.
La Toscana dunque non è più un fortino inespugnabile, forse la ‘tradizione’ sta cedendo il passo al cambiamento, o forse non c’è più quel senso di appartenenza che è stato sconfitto prima di tutto dal Liberismo. Quest'ultimo ieri appannaggio di Berlusconi che non è mai riuscito a espugnare la Toscana, ma che oggi affacciatosi in alternativa alle teorie socialiste tipiche della sinistra ha disintegrato e confuso un elettorato che ha perso il sonno dopo la rottamazione, per alcuni necessaria, ma fino ad ora non sufficiente, solamente dello stato sociale.
La rossa Toscana era contro Berlusconi come lo è ora contro Renzi. E se qualcuno recita e tira la fronda all’ex premier, il problema reale è che non si rende conto che neanche il segretario del Pd ci crede più. Defilandosi dalla campagna elettorale Renzi era, di fatto, certo di rischiare un’altra Caporetto come quella del referendum. Vedremo l’arancione Toscana cosa sceglierà tra Pisapia e Prodi pronti a salvare il salvabile del Pd di Matteo Renzi, sta di fatto che il centrodesta o Grillo non pensino di avere conquistato la Toscana, è solo un voto di comprensibile protesta.

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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