A Tomasino il sondino non serve più: operato a Milano gusta la prima pappa

26 maggio 2017 ore 11:29, Americo Mascarucci
Una storia a lieto fine grazie alla professionalità dei medici del Policlinico di Milano. Protagonista un bimbo moldavo di 18 mesi, chiamato Tomasino (nome di fantasia) che per un anno e mezzo non ha potuto ingerire nulla, nemmeno un bicchiere d’acqua. La sua vita è stata appesa ad un sondino, nemmeno la mamma ha mai potuto allattarlo, né dargli la prima pappa.  A causa di una grave quanto rara malformazione dell'esofago e della trachea il bimbo rischiava di essere alimentato a vita dal sondino ma i genitiri non si sono rassegnati all’idea e così hanno iniziato a cercare una possibile soluzione a quello che appariva come un dramma senza uscita.
A Tomasino il sondino non serve più: operato a Milano gusta la prima pappa
Così sono venuti a conoscenza degli interventi di Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatrica dell'Irccs di Milano. 

L'INTERVENTO - I genitori decidono di contattarlo ma purtroppo una serie di intoppi burocratici sembrano rendere impossibile l'intervento. Innanzitutto i costi che ammontano ad oltre 15mila euro. La Moldavia non fa parte dell'Unione Europea quindi è molto complicato gestire il rimborso sanitario. Sembravano non esserci speranze ma ecco che a mettersi in moto è la macchina della solidarietà. 
L'associazione Cieli Azzurri Onlus, di cui lo stesso Leva fa parte, lancia una raccolta fondi per Tomasino e grazie alla donazione effettuata dalla famiglia di Tommaso Rocca, riesce ad avere i soldi per coprire le spese. Il 26 aprile Tomasino è stato operato al Policlinico con una tecnica mininvasiva e nei giorni scorsi è stato dimesso in ottime condizioni generali e ha iniziato, per la prima volta nella sua vita, a mangiare e bere latte per bocca. 
"Tomasino è cresciuto unicamente grazie a un sondino che gli portava il latte direttamente nello stomaco - spiega in una nota il Policlinico - per l'ospedale che lo ha seguito, in Moldavia (suo paese natale), questa condizione era una condanna: per i medici non c'era nulla da fare, avrebbe vissuto sempre così per tutta la vita, e sarebbe sempre stato esposto a pericolose infezioni. Invece oggi il bimbo sta bene ed è grazie ai chirurghi pediatrici della Fondazione Cà Granda Policlinico di Milano". I
"Ancora una volta - commenta Simona Giroldi, direttore generale del Policlinico di Milano - si conferma la grande sinergia tra l'ospedale, la beneficenza e il volontariato, che da 6 secoli porta avanti la missione del Policlinico del prendersi cura di tutti, mettendo a disposizione le migliori conoscenze disponibili, valorizzando sempre il lato sociale e umano e superando tutti i possibili ostacoli". Oggi Tomasino può vivere una vita uguale a quella di tutti i bambini. Piccole cicatrici sul torace come unico ricordo di quello che è stato, unica traccia del delicato intervento".

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