Super-telescopio Elt, 'occhio' made in Italy oltre i limiti dell'Universo

27 maggio 2017 ore 9:35, Stefano Ursi
Al via la costruzione in Cile del più grande telescopio ottico del mondo: Elt (Extremely Large Telescope) dello European Southern Observatory (ESO), che ha un compito ben preciso e di grande ambizione, ovvero la ricerca di pianeti in grado di ospitare la vita al di fuori del Sistema Solare. Il telescopio, la cui realizzazione prenderà forma nella zona del Cerro Armazones, sulle Ande cilene, è stato già ribattezzato ancor prima di nascere ''il più grande occhio del mondo rivolto verso il Cielo''. Tecnologia e dell'ottica ad altissimi livelli (e di enormi proporzioni) che parlano italiano. Il consorzio Ace, composto da Astaldi, Cimolai ed Eie Group, si è infatti aggiudicato l'appalto per la costruzione della struttura principale del telescopio e della sua enorme cupola mentre Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha il compito di realizzare il cuore del telescopio Extremely Large Telescope.

Super-telescopio Elt, 'occhio' made in Italy oltre i limiti dell'Universo
Dal video (Credit: ESO)
La posa della prima pietra, racconta Inaf in una nota, si è svolta alla presenza della Presidente della Repubblica del Cile, Michelle Bachelet, del Direttore Generale dello European Southern Observatory (ESO) Tim de Zeeuw, del Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Nichi D’Amico, di Stefania Giannini, in rappresentanza della Commissione esteri del Senato, dell’Ambasciatore italiano Marco Ricci e del console italiano in Cile Nicoletta Gliubich. Così il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Nichi D’Amico, come riporta una nota Inaf: ''Con ELT supereremo i limiti attuali dell’universo conosciuto, spingendoci a osservare le prime stelle e le prime galassie che si sono formate, ma avremo anche la possibilità di studiare con un livello di dettaglio senza precedenti pianeti extrasolari che oggi appena sappiamo esistere, riuscendo addirittura a caratterizzare la loro eventuale atmosfera, alla ricerca di tracce di vita. L’Istituto Nazionale di Astrofisica – spiega – è in prima linea in questo ambizioso progetto con l’eccellenza dei suoi ricercatori e gioca un ruolo di global playernel contesto della diplomazia scientifica internazionale, dimostrandosi allo stesso tempo un efficiente polo aggregatore dell’industria nazionale''.

ELT è una struttura imponente, ma allo stesso tempo tecnologicamente estremamente raffinata; la nota Inaf spiega che si tratta della costruzione di una cupola del diametro di 80 metri completamente rotante che avrà una massa complessiva di circa 5000 tonnellate, ma anche la montatura del telescopio e la struttura dove verranno alloggiate le sue ottiche, con una massa complessiva movimentabile di oltre 3000 tonnellate. E poi la tecnologia, perché ELT, si legge nella nota, monterà il futuristico sistema di ottiche adattive studiato dall’INAF per ELT si chiama MAORY e permetterà di annullare gli effetti negativi prodotti dalla turbolenza atmosferica e consentendo così agli strumenti per le osservazioni nel vicino infrarosso di ottenere immagini di nitidezza e profondità eccezionali, risultato possibile sfruttando una costellazione di stelle artificiali prodotte tramite raggi laser puntati verso il cielo.


(Credit: ESO)

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autore / Stefano Ursi
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