Il Papa in Egitto trova un Paese dove le Chiese sono illegali

28 aprile 2017 ore 15:27, intelligo
Sembra di leggere la storia delle prime comunità cristiane che si diffondevano nella Roma imperiale: fedeli che si riuniscono in segreto per pregare, chiese costruite illegalmente, rischi continui di assalti da parte di folle inferocite. Invece succede oggi, a poche centinaia di chilometri dall’Italia, nell’Egitto che Papa Francesco sta visitando in questi giorni. A raccontarlo è il New York Times, che per capire cosa significa essere cristiani nell’Egitto “laico” del presidente-militare Al-Sisi ha intervistato Youhanna Saad, un sacerdote copto che qualche mese fa ha
Il Papa in Egitto trova un Paese dove le Chiese sono illegali
aperto al Cairo una chiesa priva di autorizzazione delle autorità locali. Questo significa che la polizia non garantisce alcuna protezione a chi la frequenta, nonostante i casi di violenze contro i cristiani siano sempre più frequenti e siano recentemente sfociate in veri e propri attacchi terroristici come quello che ha portato all’uccisione di 75 persone durante la Domenica delle Palme. 
Al-Sisi aveva assicurato alla comunità internazionale che avrebbe garantito la sicurezza dei cristiani, che rappresentano circa il 15% della popolazione: ma poiché i poliziotti costano, ha concluso che la maniera più sicura per risparmiare salvando la faccia è non concedere alle chiese lo status di luoghi di culto per non essere poi costretto a farle proteggerle. Così molte comunità sono obbligate a organizzare dei servizi d’ordine autonomi e ovviamente non armati (anche perché sarebbe illegale).

Padre Saad ha fatto di tutto per ottenere i permessi, ha anche affidato i lavori di ristrutturazione della sala per le celebrazioni a una ditta musulmana pur sapendo che così i costi sarebbero enormemente lievitati. Il maggiore problema è la vicinanza di una moschea e il fatto che la maggioranza della gente del quartiere sia musulmana, perché il trovarsi in una zona “a rischio” è sufficiente alle autorità per negare l’autorizzazione a dichiarare la chiesa luogo di culto. La questione potrebbe essere affrontata dal Papa, dato che Al-Sisi ha di recente promesso una sanatoria per le chiese illegali costruite in questi mesi. Il presidente sta cercando di accreditarsi come l’unico difensore del pluralismo religioso in terra araba, e negli ultimi due anni ha partecipato alla messa di Natale al Cairo e ha più volte assicurato che musulmani e cristiani sono uguali davanti alla legge. Ma evidentemente non è così per gli impiegati dell’ufficio permessi edilizi.

di Alfonso Francia

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