Charlie deve morire per la Corte europea: è mobilitazione social

28 giugno 2017 ore 9:26, Andrea Barcariol
Charlie deve morire. Non è il titolo di un film, ma la triste storie del piccolo Gard che ha 10 mesi e soffre di una malattia ereditaria rara (c.d. encephalomyopathy mitochondrial DNA depletion syndrome) che provoca malformazioni al cervello. Il piccolo non può muovere né braccia né gambe, e senza il supporto di un ventilatore meccanico non può nutrirsi né respirare. La Corte europea dei diritti umani, come prima avevano fatto i tribunali del Regno Unito nei vari gradi d’appello, si è pronunciata in favore dei medici del Great Ormond Street Hospital, centro pediatrico di Londra, che chiedono di staccare la spina al neonato.

Charlie deve morire per la Corte europea: è mobilitazione social
Una vicenda drammatica con i genitori del bambino, Chris Gard e Connie Yates, che hanno tentato, senza successo, di portare il figlio negli Stati Uniti per sottoporlo a cure sperimentali non disponibili in Gran Bretagna nel tentativo disperato di salvarlo dalla sindrome di deperimento mitocondriale. A nulla però è servito, nonostante avessero raccolto con una colletta, a cui hanno partecipato 83 mila persone, 1,3 milioni di sterline, quanto serviva per pagare il trasferimento e le costose terapie negli Usa. Una speranza era stata alimentata nei giorni scorsi proprio dai giudici europei che avevano imposto misure preventive per continuare a tenere in vita Charlie in attesa che la corte di Strasburgo si pronunciasse in via definitiva. I giudici hanno rilevato che «le decisioni dei tribunali nazionali sono state meticolose e accurate e riesaminate in tre gradi di giudizio con ragionamenti chiari ed estesi che hanno corroborato sufficientemente le conclusioni a cui sono giunti i giudici». Quindi ora spetta solo ai medici di Londra decidere quando staccare la spina a Charlie. Un portavoce dell’ospedale ha espresso la vicinanza dell’istituto ai genitori e tentato di rassicurare sul fatto che le prossime decisioni sul regime di terapie del bimbo verranno prese con calma ma non può si può lenire il dolore dei Gard.
Intanto sui social continua la mobilitazione con l'hashtag #charliegard e sono in tanti a manifestare il loro  stupore di fronte al fatto che la richiesta della interruzione della ventilazione non è partita dai genitori di Charlie, ma dai medici, i quali chiedono al giudice di pronunciarsi sulla legittimità del rifiuto di mantenere la ventilazione artificiale mentre i genitori stanno semplicemente chiedendo all’ospedale il permesso di continuare il trattamento di ventilazione artificiale.
MALATTIA - si chiama depressione del dna mitocondriale, è una patologia estremamente rara che colpisce le cellule causando un progressivo indebolimento dei muscoli e degli organi vitali, nel caso del neonato in questione del sistema nervoso. Il bambino è una delle 16 persone nel mondo che ne sono affette. Il dottor Enrico Bertini, responsabile del servizio di Malattie muscolari e neurodegenerative dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, intervistato da Il Corriere della Sera spiega questa rara condizione: «A seconda del tipo di gene interessato ci sono conseguenze diverse, prognosi e terapie differenti: esiste un gene che comporta alterazioni ai muscoli (TK2), uno che causa una patologia al fegato e così via. Nella fattispecie il bambino di cui si parla ha un’alterazione (RRM2B) che colpisce il cervello provocando una grave encefalopatia. Ha danni cerebrali importanti».

#charliegard #sentenza #strasburgo

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