Spresiano: Elisa muore a 40 anni, 18 doni alla figlia ma sono il doppio

29 settembre 2017 ore 16:46, Luca Lippi
Elisa ha sconfitto la morte costruendo il ricordo. È quello che una madre di Spresiano, paesino in provincia di Treviso, colpita da un male incurabile, ha voluto per la sua figlioletta di un anno. Una storia che fa pensare, in tempi veramente difficili per l’Istituzione della Famiglia, come per il Matrimonio e infine, ma non ultimo, per la Maternità. Un ceffone a chi insulta la normalità, un grosso ‘ciaone’ a chi fa politica giocando con i sentimenti.
Spresiano: Elisa muore a 40 anni, 18 doni alla figlia ma sono il doppio

LA STORIA
A raccontarla è Alessio Vicenzotto il marito di Elisa al Corriere della Sera. Sposi il 12 agosto, di corsa. Il loro avversario non era il male, ma il tempo, quello che ogni essere umano ha di più prezioso. A luglio per Elisa era arrivata la diagnosi definitiva: due mesi di vita. Alessio ha raccontato: “Tra di noi c’era un patto, dirci la verità senza omettere nulla e quando a Padova e ad Aviano ho avuto la diagnosi, con la morte nel cuore l’ho fatto”. La battaglia di Elisa comincia, un cancro al seno triplo negativo diagnosticatole pochi giorni dopo la nascita della bambina nell’agosto del 2016.

CHI ERA ELISA
Dalle parole del marito arriva la descrizione di una donna forte, concreta, consapevolmente serena. Ha combattuto per se stessa e per la sua famiglia. Ha detto di lei il marito: “Le avevo promesso che l’avrei aiutata a guarire, non ce l’ho fatta, ma so che Elisa mi ha già perdonato”. Alessio durante tutta la malattia, ogni santo giorno ha scritto qualcosa sui muri di casa, un incoraggiamento, parole dolci, la conferma costante di un amore che aveva voglia di esplodere in tutto il suo splendore “Non mollare mai” sopra lo specchio del bagno, “Mamma, insieme ce la faremo”, sulla parete della camera da letto e “Forza Elisa” in corridoio. “Ora quelle scritte le cancellerò, ma non tutte. ‘Non mollare mai’ la lascerò per Anna, ora servirà a lei”.

QUEI DONI PER LA VITA
Preparati i regali per ogni compleanno e per ogni Natale della figlia Anna, preparati dalla sua mamma Elisa, strappata alla vita a 40 anni. Racconta ancora Alessio che Elisa “non si è persa d’animo, mi ha detto che aveva molte cose da fare e che ce l’avrebbe fatta. E così è stato. Tra queste scegliere i regali per nostra figlia, uno per ogni Natale e ogni compleanno fino ai 18 anni, per far sentire alla piccola che comunque la sua mamma era con lei”. 
A casa Vicenzotto era un viavai di corrieri con pacchi contenenti giochi: “C’erano i gonfiabili, giochi per 2 anni, per 3 anni e così via. Le ho chiesto chi ce li stesse mandando e lei mi ha detto: ‘Sono per Anna, mettili via poi li impacchetteremo insieme e ti spiegherò quali sono per Natale e quali per il compleanno’. Purtroppo a dirmelo non ce l’ha fatta, dovrò scegliere io”. Anna era il suo pensiero principale, quella bimba tanto desiderata e quella maternità vissuta a metà per colpa della malattia: “Le operazioni, le terapie e i dolori le impedivano di essere mamma al 10%. Il suo rammarico era proprio quello di non poter neppure tenere in braccio la figlia. Ma non ha lasciato che la morte la separasse da lei, ha pensato a un modo per rimanere accanto ad Anna anche da lassù”.

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autore / Luca Lippi
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