Addio al vigile eroe di Vermicino: Nando e quelle ore con Alfredino

30 giugno 2017 ore 11:20, Americo Mascarucci
E' morto Nando Broglio, il vigile del fuoco 'simbolo' della tragedia di Vermicino, il 10 giugno del 1981, quando il piccolo Alfredo Rampi cadde in un pozzo artesiano. A darne notizia sono i vigili del fuoco in un tweet. "Morto il #vigiledelfuoco Nando Broglio:sostenne il piccolo Alfredino nel pozzo di #Vermicino, parlandogli per oltre 24 ore con un megafono".
Addio al vigile eroe di Vermicino: Nando e quelle ore con Alfredino

LA STORIA - L'incidente di Vermicino fu un caso di cronaca italiana del 1981, in cui perse la vita Alfredo Rampi detto Alfredino (nato a Roma l'11 aprile 1975), caduto in un pozzo artesiano in via Sant'Ireneo, in località Selvotta, una piccola frazione di campagna vicino a Frascati, situata lungo la via di Vermicino, che collega Roma sud a Frascati nord. Dopo quasi tre giorni di tentativi falliti di salvataggio, Alfredino morì dentro il pozzo, a una profondità di 60 metri.
La vicenda ebbe grande risalto sulla stampa e nell'opinione pubblica italiana, con la diretta televisiva della RAI durante le ultime 18 ore del caso. Amnche l'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini si mobilitò personalmente recandosi sul posto e seguendo le operazioni di soccorso.
Nel giro di pochi minuti i soccorritori si radunarono all'imboccatura del pozzo. Come prima cosa venne calata nella voragine una lampada, tentando invano di localizzare il bambino. La prima stima rilevò che Alfredo era bloccato a 36 metri di profondità: la sua caduta era stata arrestata da una curva o una rientranza del pozzo.
Le operazioni di soccorso si rivelarono subito estremamente difficili: la voragine presentava infatti un'imboccatura larga 28 cm, una profondità complessiva di 80 metri e pareti irregolari, piene di sporgenze e rientranze. Giudicando impossibile calarvi dentro una persona, il primo tentativo di salvataggio consistette nel calare nell'imboccatura una tavoletta legata a corde, allo scopo di consentire al bimbo di aggrapparvisi per sollevarlo; tale scelta si rivelò un grave errore, in quanto la tavoletta si incastrò nel pozzo a 24 metri, ben al di sopra di Alfredino e non fu più possibile rimuoverla, poiché la corda che teneva la tavoletta si spezzò e di conseguenza il condotto ne risultò quasi completamente ostruito. Tutti i tentativi di salvare Alfredino risultarono vani.

IL RICORDO - Nando Broglio è stato ricordato da un collega che visse con lui la tragedia di Vermicino e che, che intervistato da Il Messaggero ha ricostruito quei drammatici momenti. "Quando arrivò la chiamata da Frascati - ricorda l'uomo - io ero distaccato al centro di via Genova mentre Nando era al Tuscolano II. Una volta arrivati sul posto, Nando da subito ha cercato di mettersi in contatto con il bambino, è stato l'unico che ha sempre mantenuto un contatto con Alfredino, mentre i soccoritori facevano di tutto per trovare il modo più veloce di entrare in quel pozzo. 
Nando non ha mai mancato in quei momenti di incutere coraggio al piccolo pur sapendo che tirarlo fuori di lì era impresa quasi impossibile. "Per dargli forza - ricorda il collega - gli ripeteva 'Sono Nembo Kid adesso vengo a prenderti, non ti preoccupare'. Con noi c'era sempre la mamma di Alfredino, la signora Franca, il bambino purtroppo aveva una mano dietro la testa e una sotto il sederino, non poteva muovere le braccia, gli mandavamo con una cordicella del latte e Nando sempre lì a presidiare ogni operazione".
L'intero corpo dei Vigili del Fuoco piange un grande pompiere che oltre a costituire un esempio sul piano professionale ha dimostrato in quei momenti di essere anche un grande uomo di cuore, una persona dal lato umano e dalla sensibilità davvero straordinaria. Un eroe nel vero senso della parola e oggi tutti giustamente lo ricordano come tale.

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