Pino Daniele, a 2 anni dalla scomparsa 'abbiamo un blues da piangere'

05 gennaio 2017 ore 13:02, Luca Lippi
Sono trascorsi due anni e un giorno dalla scomparsa di Pino Daniele, il cantautore di Napoli che ha reso la musica moderna facendola volare sulle ali della tradizione napoletana, colorandone le note con altrettante sfumature sonore del dialetto.
Il diario di una giornata indimenticabile ha scandito le note di Pino Daniele sino dal mattino di ieri, con una fila interminabile alla mostra dedicata al cantautore al Mamt di piazza Municipio, per tanti più semplicemente il museo Pino Daniele.
Ma Napoli è spontaneità, e quindi il colore maggiore si è percepito dalle decine di iniziative spontanee durante tutto l’arco della gornata e che dureranno fino a domani (alcune). La napoli di pino Daniele è anche questo, è soprattutto il flashmob all’ingresso del Borgo Marinari, convocato via rete dal pianista Danise.
Ieri mattina al Gambrinus sono stati distribuiti  gratuitamente un centinaio di dolci battezzati Pinuccio, mentre la sera sempre Gianni Simioli & Company (di Radiazza) hanno organizzato una cena-amarcord al Brigante dei Sapori. A Benevento, sempre ieri sera al Mulino Pacifico, la Compagnia Balletto di Benevento ha presentato l’omaggio “Il mare...dentro” con la partecipazione della locale orchestra filarmonica. 
Oggi invece, da Napoli, appuntamento alle 19 per un flashmob in uno dei luoghi centrali della geografia sentimentale pinodianieliana, piazza del Plebiscito: “Portate le vostre chitarre, i djembè, il vino, le vostre voci, intonate o stonate, ma soprattutto i vostri cuori”, dice il post di lancio dell’evento “Due anni senza Pino... passa ‘ o tiempo e nun me pare overo” su Facebook, dove domani, l’Epifania, alle 11.30 ci si dà appuntamento in piazza Santa Maria La Nova, altro angolo cittadino in cui il culto del cantautore è particolarmente sentito: siamo all’angolo di via Pino Daniele, dove i fans hanno appena rimesso sul muro la copia in ferro zincato della sua amata chitarra Paradis, a due passi dalla casa dove è cresciuto, dal bar Battelli dove incontrava l’ex compagno di elementari Enzo Gragnaniello... Domenica 8 gennaio, ancora, alle 18, appuntamento ai Quartieri Spagnoli, “‘into ‘ e viche, miezzo all’ate”, per un omaggio al genius loci. E l’elenco delle iniziative potrebbe continuare quasi all’infinito, tra cover band, concerti, recital...

Pino Daniele, a 2 anni dalla scomparsa 'abbiamo un blues da piangere'

Ma chi è (mai usare il passato per un artista) Pino Daniele? Chitarrista di formazione blues, è stato, a cavallo degli anni settanta e ottanta, uno dei musicisti più innovativi del panorama italiano. 
In oltre quarant'anni di carriera ha collaborato con numerosi artisti di prestigio tra i quali: Franco Battiato, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ralph Towner, Yellowjackets, Mike Mainieri, Danilo Rea e Mel Collins. Nel corso degli anni ha presenziato e suonato in molti palcoscenici di rilievo come al Festival di Varadero a Cuba e al teatro Olympia di Parigi. Tra le sue varie esibizioni dal vivo, annovera, inoltre, collaborazioni con artisti di fama internazionale come Pat Metheny, Eric Clapton, Chick Corea, Robert Randolph e Joe Bonamassa.
Nasce nel Quartiere Porto di Napoli, primogenito di sei figli di un modesto lavoratore portuale. Secondo quanto dichiarato da un amico d'infanzia, le condizioni economiche della famiglia erano così indigenti che da bambino non riuscì neppure a comperarsi l'annuale foto scolastica.
 Dopo i primi anni trascorsi nel basso dov'era nato, il piccolo Daniele andò ad abitare in Piazza Santa Maria La Nova a casa di due zie acquisite, Lia e Bianca, che gli poterono offrire una sistemazione decorosa. Frequentò le scuole elementari presso l'istituto Oberdan, dove ebbe come compagno di classe Enzo Gragnaniello. Qui Daniele si distinse rispetto agli altri bambini per la costante attenzione all'ordine e alla cura di sé. 
Profondamente appassionato alla musica fin da piccolo, si esibì per la prima volta a dodici anni in una festa di bambini, incappando in una stecca vocale. Tale episodio rivelò al giovane Daniele il significato autentico di cosa significasse stare su un palcoscenico. Frequentò l'Istituto Armando Diaz di Napoli dove si diplomò in ragioneria, e imparò a suonare la chitarra da autodidatta, assorbendo dall'ambiente di contestazione sociale del Sessantotto molte delle istanze che ne guidarono l'espressione artistica negli anni successivi. 
Pino Daniele esordì in un complesso chiamato New Jet, fondato con il suo compagno di classe Gino Giglio, in cui rimase per breve tempo, ma le prime significative esperienze di composizione ed esecuzione in gruppo si concretizzarono con la fondazione del complesso musicale Batracomiomachia, insieme a Paolo Raffone, Rosario Jermano, Rino Zurzolo, Enzo Avitabile ed Enzo Ciervo. 
A quest'ultimo apparteneva anche lo spazio in Vico Fontanelle alla Sanità dove il gruppo effettuava le prove, e dove in quegli anni passarono molti dei futuri protagonisti di un'intera stagione della musica napoletana, tra cui Corrado Rustici, Edoardo Bennato e il gruppo degli Osanna. Nel 1975 iniziò l'attività di sessionman, suonando nell'album che Mario Musella registrò per la King di Aurelio Fierro e che è rimasto inedito fino al 2012, anno in cui è stato pubblicato con il titolo Arrivederci. 
L'anno seguente, Pino Daniele apparve per la prima volta come chitarrista nell'album Suspiro che Jenny Sorrenti, sorella del più famoso Alan, stava realizzando per la EMI. Nello stesso periodo partecipò alla registrazione dell'album Le due facce di Gianni Nazzaro di Gianni Nazzaro (cantando anche i cori nella canzone Me ne vado) ed accompagnò in tour Bobby Solo.
Poi l’esplosione e da qui la scia di successi e di impronte artistiche, di quelle che consentono nel tempo di parlare al presente anche quando la materia diventa spirito.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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