Chi è (e cosa ha scritto) Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017

07 luglio 2017 ore 12:38, Micaela Del Monte
Il vincitore del Premio Strega 2017 è Paolo Cognetti. Con il suo romanzo sul valore dell'amicizia e degli incontri e sull'amore per le alte vette 'Le otto montagne' (Einaudi) ha conquistato tutti: i ragazzi che gli hanno aggiudicato il Premio Strega Giovani, i giurati che gli hanno assegnato il vertice della cinquina e a Villa Giulia, a Roma, la vittoria finale con 208 voti e un grande stacco dagli altri autori. Soprattutto tenendo conto che la media di scarto tra il primo e il secondo posto è di solito di 50 voti.

Chi è (e cosa ha scritto) Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega 2017
"Questa vittoria la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città" ha detto Cognetti all'annuncio della vittoria, bevendo il liquore Strega. "Mi ricordo Pavese, Ginzburg, Morante e un sacco di maestri che hanno vinto questo premio e mi sento piccolissimo in confronto, e mi sento un'enorme responsabilità sulle spalle per cercare di essere degno di far parte di questa storia e di dire delle cose buone per i lettori" ha aggiunto Cognetti che ha vinto anche la prima edizione del Premio Strega Off con il 57% dei voti calcolati proporzionalmente tra riviste, blog letterari e pubblico presente al Giardino Monk a Roma. Anche questa volta non ce l'hanno fatta le due donne in cinquina (l'ultima a vincere lo Strega è stata Melania G.Mazzucco nel 2003 con 'Vita'): Teresa Ciabatti con la sua autofiction sincera e un po' thriller 'La più amata' (Mondadori) ha avuto 119 voti e data per superfavorita fin dalla candidatura si è dovuta accontentare del secondo posto. Wanda Marasco, per la seconda volta al Premio Strega, con 'La compagnia delle anime ferite' (Neri Pozza) è arrivata terza con 87 voti. E' risalito al quarto posto, rispetto all'ultimo della cinquina Matteo Nucci con 'E' giusto obbedire alla notte' (Ponte alla Grazie), che ha avuto 79 voti, mentre è arrivato ultimo Alberto Rollo con 'Un'educazione milanese' (Manni), 52 voti.

Paolo Cognetti ha cominciato a scrivere verso i diciotto anni. Ha studiato matematica all'università e letteratura americana da autodidatta. Abbandonati gli studi accademici, nel 1999 si è diplomato alla Civica Scuola di Cinema di Milano, e con l'amico Giorgio Carella ha fondato una casa di produzione indipendente, Cameracar. Nel decennio successivo si è dedicato alla realizzazione di documentari a carattere sociale, politico e letterario. Come narratore ha esordito nel 2003 con il racconto Fare ordine, vincitore del Premio Subway-Letteratura e l'anno successivo all'interno dell'antologia La qualità dell'aria, curata da Nicola Lagioia e Christian Raimo. Negli anni seguenti ha pubblicato le due raccolte di racconti Manuale per ragazze di successo (2004) e Una cosa piccola che sta per esplodere (2007) e il "romanzo di racconti" Sofia si veste sempre di nero (2012), tutti usciti per minimum fax, vincitori di numerosi premi.

Dopo una serie di documentari sulla letteratura americana (Scrivere/New York, 2004) ha pubblicato nel 2010 New York è una finestra senza tende, viaggio intimo e letterario per le strade di Gotham, seguito nel 2014 da Tutte le mie preghiere guardano verso ovest, altri vagabondaggi newyorkesi. Nel 2015 ha inoltre curato per Einaudi l'antologia New York Stories. L'altra passione di Cognetti è la montagna, dove trascorre in solitudine alcuni mesi all'anno. Da questi eremitaggi è nato un diario, Il ragazzo selvatico, del 2013. Nel 2014 è uscito per minimum fax A pesca nelle pozze più profonde, una meditazione sull'arte di scrivere racconti.

Nel 2009 ha vinto il premio Lo Straniero, riconoscimento attribuito dalla rivista Lo Straniero diretta da Goffredo Fofi ad artisti, saggisti, operatori, iniziative culturali e sociali di particolare spessore e generosità, con la seguente motivazione: "Paolo Cognetti, milanese, è tra i giovani scrittori italiani (ha da poco superato i trent'anni) uno dei più attenti a sentire e narrare il disagio delle nuove generazioni e gli anni difficili dell'adolescenza di questi anni, di fronte a un contesto di incerta sostanza e di sicurezza precaria''. È anche autore di documentari e inchieste sulla giovane letteratura statunitense, ma sono le sue raccolte di racconti ad aver convinto del suo talento e del suo rigore, e della sua moralità di scrittore vero. L'8 novembre del 2016 è uscito per Einaudi il suo primo romanzo in senso stretto: Le otto montagne, venduto in 30 paesi ancor prima della pubblicazione, si è aggiudicato il Premio Strega 2017. 

In una serata affollata, che ha visto il ritorno della finale del Premio a Villa Giulia, dopo la breve parentesi della 70/a edizione all'Auditorium Parco della Musica di Roma, ha fatto capolino al Ninfeo il sindaco di Roma, Virginia Raggi. "Tutto ciò che invita alla lettura è fondamentale" ha sottolineato la prima cittadina di Roma. Nella diretta, condotta da Eva Giovannini a partire dalle 23 su RaiTre, è stato ricordato con un filmato Tullio De Mauro, morto lo scorso 5 gennaio. "E' stato un grande maestro che ha avuto la capacità di andare oltre gli specialisti. Credeva nella forza della partecipazione culturale" ha sottolineato Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci.

Il primo Strega con una giuria allargata di 660 votanti: ai 400 Amici della Domenica e ai 40 lettori forti selezionati dalle librerie indipendenti italiane associate all'ALI, si sono aggiunti 200 intellettuali e studiosi italiani e stranieri scelti da 20 istituti italiani di cultura all'estero e 20 voti collettivi espressi da scuole, università e biblioteche, non ha riservato particolari sorprese rispetto alle previsioni della vigilia.

Al Ninfeo non si è visto il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Tra i tavoli c'erano Paolo Mieli, Enrico Selva Coddè, amministratore delegato Mondadori Libri, Giuseppe laterza, Elido Fazi, Serena Dandini, Daria Bignardi, Lidia Ravera, il presidente del Centro per il Libro Romano Montroni, il direttore editoriale di Neri Pozza,Giuseppe Russo e il presidente del Gruppo Gems, Stefano Mauri. La Ciabatti, in completo blu, con una vezzosa borsetta, ha detto: "è una bellissima serata ma speriamo finisca presto". Cognetti sorridente ha spiegato: "attorno a questo libro si sono raccolte tante forze diverse, dai lettori agli intellettuali. E il libro è arrivato a 100 mila copie e siamo tradotti in 33 paesi all'estero. Diventerà anche un film. Ha comprato i diritti Wild Side e mi piacerebbe collaborare alla sceneggiatura". "Non si può non essere emozionati" ha detto la Marasco per la quale "il terzo posto è già una vittoria". E si augurava di risalire più in alto Nucci, come è accaduto, "certo, non il primo". Rollo è felice, tra l'altro, "di aver portato in cinquina il suo piccolo editore, Manni".
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