Matteo Boe in libertà, tagliò l'orecchio a Farouk: ora un futuro da pittore?

08 giugno 2017 ore 15:35, Luca Lippi
Matteo Boe esce dal carcere di Opera dove era detenuto dopo avere scontato una pena detentiva cumulativa di 25 anni. Condannato a trent’anni grazie ai meccanismi dell’aritmetica penitenziaria il fine pena si è ridotto allo scadere del 25esimo anno di reclusioni senza alcuna penalizzazione tenuto conto della buona condotta del Boe.

Chi è Matteo Boe? – E’ uno dei principali esponenti del banditismo sardo, caduto nelle maglie della giustizia per i sequestri di Sara Nicoli, Giulio De Angelis e del piccolo Farouk Kassam. L'ex bandito di Lula (Nuoro) venne arrestato il 13 ottobre 1992 a Porto Vecchio, in Corsica, dove stava trascorrendo qualche giorno insieme alla compagna Laura Manfredi e ai figli. Trasferito al carcere di Marsiglia venne poi estradato e condannato nel 1996 a 20 anni di reclusione per il sequestro Kassam.
Matteo Boe in libertà, tagliò l'orecchio a Farouk: ora un futuro da pittore?
Da latitante Matteo Boe era stato indicato come uno dei principali artefici del rapimento del bambino di 7 anni, figlio del titolare di uno degli alberghi più rinomati della Costa Smeralda, rapito il 15 gennaio del 1992 a Porto Cervo. Il bambino, a cui era stato mozzato un orecchio, era stato liberato l'11 luglio dopo sei mesi di prigionia in circostante mai chiarite, con l'intermediazione di Graziano Mesina.
Boe, che a novembre compirà 60 anni, era diventato famoso perché è stato l'unico detenuto che, utilizzando un gommone, era riuscito ad evadere dal super carcere dell'Asinara, l'1 settembre del 1986, dove stava scontando una condanna a 16 anni per il sequestro di Sara Nicoli. Fu coinvolto successivamente nel sequestro dell'imprenditore romano Giulio De Angelis, rapito in Costa Smeralda nel 1988. 

Il lutto del bandito - Nel 2003 Boe aveva subito un lutto gravissimo: a novembre venne uccisa a soli 14 anni Luisa la primogenita dei tre figli che aveva avuto con Laura Manfredi. La ragazza era stata colpita da un'arma da fuoco dopo essersi affacciata al balcone nella sua casa di Lula.
Mai pentito dei reati per i quali è stato condannato, in opposizione a uno Stato di cui non ha mai riconosciuto l’autorità, ha dovuto subire anche lui un delitto che è rimasto senza colpevole. Marion Bleriot Kassam, la mamma di Farouk disse: “La notizia mi gelò. Nessuno, neanche Matteo Boe, merita la morte di un figlio”. Pietà di una madre, quella che presumibilmente lui non ebbe con Farouk, ma lui non si dichiarò innocente, ma neache colpevole di aver tagliato l’orecchio del piccolo Farouk. Si sa, in certi ambienti l’omertà è un obbligo oltre che un dovere, nessuno saprà mai se la mitica ferocia del bandito-studente in realtà sarebbe altro.

Le doti artistiche - Negli ultimi anni di detenzione si è dedicato all’arte, un suo disegno è diventato un francobollo di Poste italiane: raffigura un uccellino su un muretto a secco. Un’immagine bucolica distante dalla sua carriera criminale.

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autore / Luca Lippi
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