Torna la strega di Blair e sul web è già mania per l'horror dei record [TRAILER]

01 agosto 2016 ore 20:57, Andrea Barcariol
Gli appassionati del genere lo aspettavano da tanti anni, 17 per la precisione. Sbarca nelle sale “Blair Witch”, il sequel dell'acclamato film horror del 1999, “The Blair Witch Project” di Eduardo Sanchez e Daniel Myrick. Il nuovo film, diretto da Adam Wingard arriverà in Italia mercoledì 21 settembre distribuito da Eagle Pictures, praticamente in contemporanea con gli Stati Uniti (16 settembre).
Il nuovo capitolo si appresta a raccontare cosa accade nella foresta di Black Hills, nel Maryland. Il trailer americano del film, che ha debuttato qualche giorno fa in rete, ha già fatto registrato oltre 3 milioni di visualizzazioni in 48 ore. Il sequel racconta la storia di un gruppo di studenti universitari che si avventura nella foresta di Black Hills per cercare di svelare il mistero legato alla sparizione della sorella di James Donahue, Heather, avvenuta 17 anni prima e che in molti pensano sia collegata alla leggenda della “Strega di Blair”.
“The Blair Witch Project” è stato un caso unico nella storia del cinema perché è il film a basso costo che ha riscosso più successo.



Torna la strega di Blair e sul web è già mania per l'horror dei record [TRAILER]
Realizzato (e interpretato da giovani esordienti) con una spesa stimata di tra i 20.000 e i 25.000 dollari, ha incassato poco meno di 250 milioni di dollari. A metà strada tra il genere documentaristico e l'horror e girato in soggettiva il film sfruttò una straordinaria operazione di marketing basata, per la prima volta, sulla potenza virale di Internet e sulla sua vocazione social pre Facebook. Il sequel della pellicola è stato svelato, con gran sorpresa, al Comic-Con di San Diego, annunciato con un titolo fittizio (The Woods). "E' stato il nostro titolo di lavoro – ha spiegato il regista -. Quando abbiamo firmato, sapevamo che questo titolo avrebbe potuto essere modificato. Noi non eravamo a conoscenza del fatto che rientrasse nella politica di marketing, ma penso che la compagnia cinematografica abbia preso una decisione molto intelligente".

        
 
    
        
Del resto la genialità nel marketing scorre geneticamente nel sangue di questa pietra miliare del cinema indipendente "espanso". Fin dal 1999: allora i due giovani registi Daniel Myrick ed Eduardo Sanchez meta- raccontarono incessantemente il loro film d'esordio su un sito web dedicato, consacrato ai presunti "scomparsi", con corollario di prove false documentate. The Blair Witch Project fu la prima pellicola a scommettere sulla potenza virale di Internet e sulla sua vocazione social cinque anni ante Facebook. Cercavi sui motori di ricerca, mesi prima che uscisse in sala, il titolo del film e ti si parava davanti una lunga lista aggiornata di foto, interviste apocrife e brandelli agitati di diario. Gli attori protagonisti (Heather Donahue, Michael C. Williams e Joshua Leonard) erano dati ovunque per dispersi nel bosco: presumibilmente morti e con modalità agghiaccianti. Sui titoli di testa stava scritto che i filmati dei tre studenti erano stati "misteriosamente" ritrovati tra i boschi del Maryland. Perché non crederci? I tre non si presentarono nemmeno alle prime proiezioni pubbliche del film: un ulteriore indizio a suffragio della verità dei misfatti evocati. In The Blair Witch Project gli attori interpellavano direttamente la macchina da presa e il pubblico in sala, sia in bianco e nero che a colori; le inquadrature sempre più ansiogene, con quei sordi tramestii fuori campo, risultavano spontanee e sincere; il world wide web era ancora un territorio vergine sotto il profilo del marketing virale, una notizia era una notizia e una bufala era una bufala e il mercato cinematografico non grondava di “storie vere” a raffica. Lo sconcerto collettivo frammisto a paura fu quindi legittimo, nell'assistere alle gesta antiepiche di quei tre universitari naufragati nella natura mentre cercavano di fare luce sulla leggenda locale della strega di Blair, colpevole della sparizione di un'infinità di ragazzini del paese anche dopo la sua morte. Fino al contrappasso, all'abominio finale. "Ho paura di chiudere gli occhi... e ho paura di aprirli" afferma Heather nel primo capitolo della serie, che vinse il Premio dei giovani come miglior film straniero al Festival di Cannes. Il successivo, Il libro segreto delle streghe – Blair Witch 2 del 2000, fu invece un flop. Adesso tocca a Blair Witch. Un'altra domanda scocca inesorabile: oggi che mastichiamo terrore e marketing dalla mattina alla sera, come reagiremo al ritorno della strega di Witch?
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