Bruxelles in soccorso dell'Italia sul codice Ong, ma è rischio fregatura

01 agosto 2017 ore 17:15, Americo Mascarucci
Bruxelles dà una mano a Roma stigmatizzando il comportamento delle Ong che non hanno firmato il Codice di condotta dei salvataggi nel Mediterraneo, minacciando anche conseguenze. Fra tutte la mancata assicurazione di poter sbarcare i migranti soccorsi in mare nei porti italiani. Del resto il Codice era stato richiesto dall'Europa proprio con l'intento di regolamentare l'attività delle Ong impedendo loro di andare a prendere i migranti nelle acque territoriali libiche o segnalando la loro presenza ai barconi.
Bruxelles in soccorso dell'Italia sul codice Ong, ma è rischio fregatura

L'INTERVENTO UE
La Commissione europea ha salutato con favore le Ong che hanno firmato il Codice invitando anche tutte le altre a farlo. "L'idea di avere norme di condotta era stata unanimemente sostenuta da tutti i ministri dell'Interno al consiglio Ue perché porterà molta più chiarezza a tutti gli attori sulle pratiche da adottare e assicurerà alle ong che, se aderiscono ad alcuni principi e standard operativi in linea con la legge internazionale, avranno la garanzia di accedere ai porti italiani", ha spiegato la portavoce della Commissione per le Migrazione e gli Affari interni Natasha Bertaud.
"Dobbiamo lavorare tutti assieme - ha aggiunto la portavoce - per smantellare il modello di business dei trafficanti ed evitare morti in mare. Le Ong che non firmano il Codice non beneficeranno di garanzie da parte delle autorità italiane, anche se la legge internazionale continua ad essere valida in tutte le circostanze e richiede che la barca più vicina all'incidente faccia il salvataggio dei migranti e proceda ad un porto sicuro".

I PORTI
E fin qui non si può non esprimere plauso per l'intervento dell'Europa che richiama all'ordine le Ong che si sono rifiutate di sottoscrivere le regole di condotta che pongono fine a quella che è stata da più parti definita "l'anarchia" dei salvataggi in mare. Ma premesso ciò appare evidente come il Codice di condotta, se da un lato limita la capacità di azione delle Ong imponendo loro il divieto di avvicinarsi troppo alle acque territoriali libiche, dall'altro lascia irrisolto il problema dei porti. Perché, nonostante il trasporto dei migranti per la legge del mare dovrebbe avvenire nel porto più vicino al luogo del soccorso, questi continuano ad essere condotti esclusivamente sulle coste italiane anche se magari il porto più prossimo è a Malta o magari in Francia. Non sarà che alla fine il nobile tentativo di regolamentare l'attività delle Ong nasconda sotto sotto la fregatura per l'Italia di ritrovarsi i porti inondati di migranti mentre nel resto d'Europa continuano a restare chiusi? Il Codice rischia di somigliare tanto ad un "contentino" utile a placare le proteste dell'Italia per la mancata regionalizzazione degli sbarchi rifiutata da Francia e Germania. E finchè i porti europei continueranno a restare chiusi agli sbarchi, non ci sarà Codice di condotta delle Ong che possa risolvere l'eergenza migranti in Italia. 

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