Referendum, Puppato: "Prodi coerente col suo pensiero e la sua storia. A Bersani faccio una domanda"

01 dicembre 2016 ore 13:21, intelligo
di Stefano Ursi 

Dichiarazioni, scontri e incontri caratterizzano gli ultimi giorni prima del silenzio, che precede il Referendum Costituzionale del 4 Dicembre prossimo. Chi prevarrà? Ma soprattutto quale fotografia, sociale e politica, del Paese ci restituisce questa campagna referendaria? IntelligoNews lo ha chiesto a Laura Puppato, senatrice del Partito Democratico. 

Che significato ha il Si di Romano Prodi? 

“Me l'aspettavo, è nella sua storia e nelle sue caratteristiche, come persona che ha sempre valutato i vantaggi che l'Italia può trarre dalle politiche che va a fare, e questa è una delle necessità dell'Italia, dunque Prodi rimane coerente con il suo pensiero e la sua storia.”

E le parole di Bersani sul ''non lasciare il No alle destre''? 

Referendum, Puppato: 'Prodi coerente col suo pensiero e la sua storia. A Bersani faccio una domanda'
“Sull'affiancare al No alla destra non saprei, visto che questa si presenta oggi molto frastagliata e in parte sarà in piazza per chiudere la campagna con noi, e dunque in questo caso ci troviamo davanti ad una certa trasversalità: io credo, tornando alla domanda, che una persona debba capire e riflettere sul valore di ciò che sta facendo, se l'intento è buono e se la riforma è esattamente utile ad un cambiamento in positivo, vuoi per l'inserimento in Costituzione della responsabilità da parte delle istituzioni verso i cittadini, vuoi per l'apertura democratica che c'è sul futuro dei referendum e delle leggi di iniziativa popolare. C'è un cambio di stile della politica italiana nei confronti di una certa autoreferenzialità che finora è stata portata avanti con regole funzionali solo alla mancata trasparenza del lavoro politico. Non riesco quindi a capire perché si faccia una scelta contro questa riforma, non si vuol lasciare la conservazione in mano alle destre Bersani? Ma la conservazione deve essere in mano alle destre, a quella parte della politica italiana che rifugge, con le motivazioni più assurde, una riforma necessaria”. 

Un pronostico? Che aria sente sull'esito del voto? 

“Molti degli indecisi, percentuale enorme, che anche motivatamente non riuscivano a comprendere i contenuti di questa riforma, necessitavano di un approfondimento importante, su una questione che cambia una parte dell'architettura istituzionale del Paese. E il tour de force che molti di noi stanno facendo, mostra che laddove ci sono i confronti e gli incontri, dove arrivano domande di ogni genere e risposte puntuali e argomentate in modo preciso, la scelta del cittadino è pressoché obbligata. Ho fiducia del fatto che in molti si stiano informando e questa è la cosa più importante, perché ascoltando alcuni slogan del No vengono francamente i brividi, e posso capire che un cittadino non informato venga quantomeno colto dal dubbio: dove ci sono argomentazione e informazione motivata, oltre che accurata, tutti i timori spariscono e si coglie, secondo me, il senso di questa riforma. Il risultato finale lo vedremo, ma io ho fiducia nel buon senso della gente e credo che alla fine questo prevarrà”.
autore / intelligo
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