Enzo Rendina in caserma: cosa chiede lo sfollato shock che resisteva nella sua Arquata

01 febbraio 2017 ore 17:10, Luca Lippi
La storia di Enzo Rendina, lo sfollato di Arquata del Tronto, ha avuto un epilogo paradossalmente inevitabile. Unico stoico abitante del paesino marchigiano evacuato dopo il terremoto del 30 ottobre, per oltre cinque mesi, molti dei quali in assoluta solitudine. Ieri sono stati i Carabinieri a portarlo via con la forza.
Non è un vero e proprio arresto, di certo però, i militari dell’Arma per poterlo tradurre con la forza devono appellarsi a un’ordinanza, e questa è stata emessa proprio dal sindaco di Arquata del Tronto. Enzo è accusato di interruzione di pubblico servizio per non aver ottemperato all'ordine dei sindaco di Arquata del Tronto di evacuare il territorio comunale a seguito del sisma del 30 ottobre scorso.  
Famoso Enzo Rendina, perché in ottobre fu sollecitato personalmente dal Commissario straordinario alla ricostruzione Vasco Errani che si avvicinò a Enzo Rendina, che stava eroicamente resistendo nei resti della sua casa, e gli disse: "Vada via da qui, non rischi la sua vita".  


Enzo si è arrangiato fino ad ora, ha disobbedito agli inviti ad andarsene, sempre più insistenti e minacciosi, dormendo a lungo in tenda poi trovando riparo nella sede dei Vigili del Fuoco.
Questa mattina l'uomo è comparso davanti al giudice del tribunale di Ascoli Piceno per il processo per direttissima, al termine del quale è stato convalidato l'arresto. Il 58enne è stato quindi rimesso in libertà. 
Ha commentato il suo legale, l'avv. Francesco Ciabattoni: "E' un arresto assurdo, di un uomo che ha la sola colpa di essere innamorato della propria terra e che lì vuole vivere". 
Enzo è affetto da fobia da case in muratura e per questo continuava a dormire in tenda. Lo attesta un certificato medico esibito dal suo legale durante l’udienza, e più volte confermato da Rendina stesso:Sono stato fermato, ma ho un certificato medico che testimonia che non posso vivere nei luoghi chiusi”.
Che cosa vuole in realtà Enzo?
È l’esempio classico della ‘gente’ di montagna, abituati a lavorare per costruire, pieni di dignità e anche forti alle difficoltà della vita. 
Enzo sta lottando per la sua dignità, non teme il freddo, la solitudine e neanche la neve, teme di perdere la sua dignità e la sua identità. Magari per Enzo la dignità è quella di vivere ‘dignitosamente’ all’interno di un container di quelli promessi ma mai arrivati, purchè appoggiati sulla sua terra. Enzo Rendina non teme ‘il respiro’ della sua terra e vuole respirare all'unisono con lei.
Chi conosce Enzo è pronto a scommettere che presto tornerà nella sua Arquata. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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