Wurstel assassino: il batterio fa un morto in Baviera, ora è paura

01 giugno 2016 ore 16:04, Adriano Scianca
Paura in Germania, dopo la morte di un uomo, in Baviera, a causa della listeriosi, un'infezione causata dal batterio listeria, generalmente dovuta all'ingestione di cibo contaminato. Il batterio si sarebbe trovato in alcuni wurstel e prosciutti prodotti dall'azienda bavarese Siebert. L'azienda ha immediatamente avviato al procedura di ritiro di tutta la produzione potenzialmente contaminata, vale a dire più di 200 diversi prodotti, e in un annuncio ha chiesto a tutti coloro che avessero acquistato wurstel o prosciutti di buttarli via. L'azienda avrebbe inoltre precisato che nessuno dei suoi prodotti è presente sul mercato italiano. 

Wurstel assassino: il batterio fa un morto in Baviera, ora è paura
La Siebert ha sede a circa 40 chilometri da Monaco di Baviera. Per il marchio è arrivato anche il divieto di produzione. E da qui è nata una causa da parte dell'azienda al Land della Baviera. Il responsabile della Siebert ha affermato: "Ho collaborato con le autorità e di aver fatto di tutto per tutelare i consumatori". Non è la prima volta che un batterio killer viene ritrovato in prodotti come il prosciutto. La listeriosi è un'infezione trasmessa attraverso il cibo contaminato dal batterio Listeria monocytogenes. Questo agente patogeno si trova comunemente nelle feci degli animali, ma anche nell'acqua, nella vegetazione e nel terreno e sopravvive a temperature molto variabili, per cui non basta congelare o trattare un prodotto per mettersi al riparo dalla contaminazione. 

I cibi più a rischio sono i diversi tipi di pesce, la carne, le verdure crude, il latte non pastorizzato e i suoi derivati. Ovviamente quindi sono a rischio anche i wurstel, il burro o il formaggio realizzati con latte non pastorizzato e il pesce affumicato, per fare qualche esempio. La listeriosi ha tassi di mortalità elevati in generale, e in particolare in soggetti più deboli, come le persone anziane, i bambini piccoli, le donne in gravidanza e gli immunodepressi. 
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