Compie 50 anni Paul Gascoigne, che fine ha fatto?

01 giugno 2017 ore 17:30, intelligo
Paul Gascoigne? Una volta quello italiano era considerato il campionato di calcio più bello del mondo. Poi le cose sono cambiate, e questo titolo abbiamo dovuto dividerlo almeno con Inghilterra e Spagna. Ora al di là della Manica con la stagione 2016/2017 è stata toccata la 25esima era della Premier League, e in tutto questo tempo, a voler dare retta alle maggiori pubblicazioni sul calcio, mai nessun giocatore è stato amato quando Paul Gascoigne, il più folle, sconsiderato, entusiasmante talento che abbia mai calcato un campo di gioco.  
Compie 50 anni Paul Gascoigne, che fine ha fatto?
Paul nasce a Gateshead, nella contea di Tyne and Wear in Inghilterra il 27 maggio 1967. La sua è una famiglia della classe operaia, con padre manovale e madre in fabbrica, entrambi patiti per i Beatles, talmente fan del gruppo da chiamare il loro figliolo Paul John proprio in omaggio a Paul McCartney e John Lennon. I Gascoigne non hanno molti mezzi, e la prima infanzia di Paul si spende tutta in una monocamera con bagno di una casa popolare. La situazione si complica ulteriormente quando il ragazzino compie i dieci anni e suo padre comincia a soffrire di crisi epilettiche. Paul non è purtroppo indifferente alla malattia del padre che somatizza e che comincia a provocare disturbi comportamentali. Nessuno purtroppo lo segue o fa in modo che sia curato. A 15 anni, Paul è già un adolescente altamente problematico, con una dipendenza dalle Slot machine ma che comunque sogna in qualche modo di aiutare quella sua disgraziata famiglia.
Paul ha un grande talento, e lo sa: è abilissimo nel giocare al calcio, ma anche lì, con tutti i problemi che si tira dietro, è il peggior nemico di se stesso. Sempre poco propenso al sacrificio, è costantemente sovrappeso e questo fa in modo che non venga preso sul serio da nessun club che conta. Alla fine, ce la fa con il Necastle dove però, non appena arrivato, il presidente Stan Seymour lo etichetterà come "un George Best senza cervello", non un bel complimento considerando quanto Best fosse stato ai suoi tempi certamente un gran giocatore ma anche “un cavallo pazzo”, sempre diviso tra football, alcol e donne, non necessariamente in quest’ordine.
Comincia in questo modo la carriera calcistica di Paul Gascoigne, che esordisce nella prima squadra del Newcastle e nello stesso anno vince con il club la FA Youth Cup battendo in finale 4-1 il Watford  e segnando una doppietta. La sua militanza nel Newcastle dura fino al 1988, facendogli collezionare 104 presenze e 25 reti. Paul passa al Tottenham Hotspur, e anche qui rimane per circa tre anni, raggiungendo l’apice della carriera con 19 reti stagionali – un’enormità per chi come lui gioca nel ruolo di centrocampista -  ma tra i successi di quell’anno 1990-1991, tra cui la FA Cup vinta soprattutto grazie ai suoi goal, va registrato anche un grave incidente al ginocchio sinistro che lo terrà lontano dai campi da gioco per tutta la durata della stagione successiva. 
Inseguito da vari club di tutto il mondo che ne riconoscono il talento puro, sebbene accompagnato da un carattere instabile, senza che nessuno se lo aspetti, nell’estate del 1992, Paul Gascoigne approda alla Lazio di Calleri per 15 miliardi di lire. Esordisce in Serie A il 4 ottobre 1992, e il 29 novembre segna la sua prima rete nel campionato italiano, realizzando niente meno che un gol pesantissimo, quello del pareggio (1-1) all'89' minuto nel derby contro la Roma. A questo punto, chiunque conosca la rivalità calcistica che divide la Capitale tra Lazio e Roma, capisce che basta questo a far diventare Gascoigne un beniamino del tifo biancoceleste.  E lui alimenta questo amore smisurato con grandi giocate in campo ma anche atteggiamenti “guasconi” fuori, situazioni che spesso vengono riprese anche dalla stampa nazionale e che per qualsiasi altro giocatore potrebbero significare la fine di una carriera o l’inimicizia di un’intera tifoseria ma che per Paul avranno la capacità solo di alimentare un mito.  Poi però, a bloccargli nuovamente la carriera, arriva un disgraziato incidente con l’esordiente Alessandro Nesta durante una partitella dall’allenamento. Gascoigne, che detesta cordialmente i ragazzi che arrivano dalla primavera, tenta un affondo sgangherato da dietro sul giovane difensore che però rotola via come un ballerino mentre la gamba di Gascoigne resta sotto, causandogli al rottura di tibia e perone. Il campione viene operato, e segue una lunga riabilitazione che però non gli permette di acquistare la forma desiderata, così che Paul decide di tornare in Gran Bretagna, dove va a giocare nella squadra scozzese dei Rangers, e dove vincerà 2 scudetti (1996 e ’97) una coppa nazionale (1996) e una Coppa di Lega (1997). Negli anni successivi, Paul veste le maglie di Middlesbrough (1998-2000) ed Everton (2000-2002), prima di scendere di categoria passando al Burnley, dove gioca 6 partite nel 2002-2003. Nel 2003 tenta anche l’avventura nel campionato di calcio cinese come allenatore e giocatore per lo Gansu Tiamna, ma la sua carriera si chiude al Boston United.
A leggere così questa sintetica biografia calcistica di Gascoigne, sembrerebbe che si sia parlato soltanto di un grande giocatore di calcio, ma in realtà tutta la carriera di Paul è stata costellata di situazioni più o meno border line, che lo hanno portato ad eccedere con l’alcol fino a ricavarne una vera e propria dipendenza. Così, terminata la carriera sportiva, la vita di Paul Gascoigne si trasforma in una sorta di Via Crucis. Nel 2007 viene ricoverato viene operato d'urgenza allo stomaco per un'ulcera perforante ; poco tempo dopo, agenti lo ricoverano coattivamente in un ospedale a causa di due incidenti avvenuti in altrettanti alberghi. Resta per 72 ore in ospedale, dove viene tenuto sotto controllo medico ma non migliora, anzi. La sua situazione mentale peggiora sempre di più ed il 5 maggio seguente, affetto da manie depressive, tenta il suicidio in un lussuoso hotel di Londra.  Nello stesso periodo, Gascoigne riceve un'istanza di fallimento di  £ 200.000, non avendo presentato alcun dichiarazioni dei redditi per più di due anni. Il 4 giugno viene internato in una clinica di Londra per tre mesi di cure obbligatorie e per disintossicazione dal consumo di Red Bull, di cui sembra ne assuma fino a 60 lattine al giorno.  Continua così anche negli anni che seguono, autodistruttivo, ormai solo e abbandonato da tutti, anche dalla famiglia quando a novembre 2012 quando  in occasione di una gara tra Lazio e Tottenham, la società biancoceleste riesce a riportare il campione all’Olimpico per un giro di campo tra i tifosi laziali che dimostrano di non averlo mai dimenticato. Poi, nel febbraio 2013, Paul è colto da una crisi cardio-respiratoria e le sue condizioni appaiono subito gravi, così viene ricoverato d'urgenza in una costosa clinica per la riabilitazione dall'alcol in Arizona grazie al finanziamento di 7500 sterline da parte di amici e ex calciatori tra i quali Gary Lineker. Guarito, sembra finalmente recuperato ma passerà poco e il 21 agosto 2014 l'ex centrocampista della Lazio e dell'Inghilterra è stato trovato accasciato vicino al suo appartamento e con una bottiglia di gin in mano e ricoverato in ospedale.
Da allora e fino a poco tempo fa, niente sembrava cambiato nella vita di questo campione, fino a quando alla soglia dei sui cinquant’anni, Paul Gascoigne è ricomparso in pubblico alla finale  della FA Cup, a Wembley, dove ha assistito alla vittoria dell’Arsenal sul Chelsea di Conti. Per l’occasione, Gascoigne è apparso in netta ripresa rispetto a 18 mesi fa quando affrontò barcollante dei ladri che erano penetrati nella casa del suo vicino. In occasione della FA invece, è sembrato rilassato, in discreta forma fisica e assolutamente presente a se stesso. Per sua stessa ammissione pare che stia seguendo un programma che lo sta finalmente portando a una guarigione completa. E noi non possiamo che augurargli di più. Che sia la volta buona, grande Paul, e che tu non sia l’ennesimo “genio e sregolatezza” destinato a scomparire malamente. In bocca al lupo. 

di Anna Paratore 

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