Storace rischia il carcere per un’opinione e chiama in causa Orlando "l’indiano"…

01 settembre 2014 ore 12:52, Lucia Bigozzi
Storace rischia il carcere per un’opinione e chiama in causa Orlando 'l’indiano'…
Se Orlando “è un ministro che si avvale della facoltà di non rispondere”, lui alle risposte non rinuncia e porta avanti la sua battaglia. E’ Francesco Storace, leader de La Destra sotto processo per vilipendio al capo dello Stato, col rischio di una condanna da uno a cinque anni.
Il verdetto del Tribunale è atteso per il prossimo 21 ottobre. Una vicenda sulla quale, proprio il Guardasigilli, potrebbe dare una riposta definitiva. Intanto Storace combatte quella che definisce “una vicenda tutta politica”. Nell’intervista a Il Giornale ne ripercorre le tappe datate 2007 e sottolinea che con Napolitano due anni dopo, chiarì tutto: “Ci stringemmo la mano e mi confessò che anche lui è favorevole all'abrogazione del reato di vilipendio. È solo il guardasigilli a poterlo fare”. Già, il punto è questo: non è il capo dello Stato a mettere in moto la procedura di vilipendio, bensì il ministro della Giustizia. A Orlando, il leader de La Destra rimprovera di non aver risposto nemmeno alla lettera che “gli ho scritto in cui sollecitavo un suo intervento nei giorni in cui si stava lavorando alla riforma della giustizia perché venisse accolta l’esigenza bipartisan di cancellare questa norma”. E spiega che sul tema c’è una sensibilità bipartisan dal momento che in parlamento proposte di legge per eliminare il vilipendio “sono state presentate da Gasparri, da La Russa ma anche da un senatore grillino. E a favore si sono espressi Capezzone, Cicchitto, ma anche il Pd Giachetti e perfino Smeriglio di Sel”. Nella lettera a Orlando, Storace evidenzia cinque incongruenze e tra queste il fatto che “è incredibile che in epoca di antipolitica si possa mettere in galera qualcuno per un’opinione. È assurda la procedura a misura di casta per cui la tutela della reputazione del presidente della Repubblica avvenga non su querela di parte ma per decisione di un ministro. È illiberale che l’opinione di un esponente dell'opposizione sia valutato da chi sta al governo. E poi, nel mio caso, c'è anche un'evidente discriminazione. Due pesi e due misure”. In caso di condanna, Storace annuncia di aver già chiesto ai suoi legali “di non avvalersi dei benefici di legge a mio vantaggio. Quindi quella sera io busserò alle porte del carcere e chiederò una cella”. Chissà se, nel frattempo, Orlando romperà il muro del silenzio oppure continuerà a fare "l'indiano"...
autore / Lucia Bigozzi
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