Fecondazione: embrioni congelati da 19 anni scongelati da un Tribunale. La polemica

10 febbraio 2015 ore 15:45, intelligo
Fecondazione: embrioni congelati da 19 anni scongelati da un Tribunale. La polemica
Un tribunale e una sentenza che farà discutere, Accade a Bologna dove i giudici del tribunale civile con un provvedimento di urgenza hanno disposto il via libera all’impianto di embrioni congelati ben 19 anni da una coppia ferrarese
. Il marito della donna è morto nel 2011. In base alla sentenza la donna – oggi cinquantenne - se lo vorrà, potrà procedere all'intervento. Il suo ricorso era stato rigettato in primo grado”. Fioccano commenti e polemiche. “Si tratta di un pronunciamento in difesa della vita e di un'affermazione del diritto della donna”, dichiara all'Adnkronos Salute il legale della signora, l’avvocato Boris Vitiello. Per la parlamentare di Ncd Eugenia Roccella “La sentenza, pur formalmente corretta, mostra come sia complicato regolare adeguatamente e tempestivamente le nuove tecnologie della procreazione. E’ vero, infatti, che il consenso dato dal marito è tuttora valido, nonostante l'uomo nel frattempo sia morto, ma è anche vero che la legge 40 prevede esplicitamente che igenitori debbano essere 'entrambi viventi'”. La coppia era ricorsa alle tecniche di procreazione medicalmente assistita al Sant'Orsola nel 1996, prima che la legge 40 del 2004 stabilisse paletti alla crioconservazione. Dopo alcuni tentativi andati male, spiega il legale, gli embrioni rimasti erano quindi stati congelati. Negli anni successivi, per una serie di vicende personali, moglie e marito avevano smesso di cercare un figlio, continuando comunque a manifestare di anno in anno la volontà di mantenere i propri embrioni che dunque “non potevano considerarsi 'abbandonati'”, precisa il legale. Nel 2011 l’uomo muore e la donna decide di ritentare una gravidanza con gli embrioni congelati. Ma la direzione del Policlinico bolognese dice di no – riferisce il legale -, temendo di incorrere in una sanzione alla luce di un passaggio della legge 40, in cui si parlava di “genitori entrambi viventi”. Si apre quindi il contenzioso con il primo ricorso in via d'urgenza, ex articolo 700 del Codice di procedura civile. Il primo grado è andato male mentre il secondo, discusso a fine 2014, ha dato ragione alla donna. LuBi
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