Adolescenti malati di chat, è un'ossessione: 1 su 4 sveglio anche di notte

10 febbraio 2016 ore 12:38, Americo Mascarucci
L’allarme è inquietante. Specialmente se riguarda gli adolescenti. A lanciarlo è SOS Il Telefono Azzurro Onlus e sta nell’indagine condotta sulle famiglie italiane, dal titolo – già di per sé eloquente – “Tempo del web. Adolescenti e genitori online”. Cosa dice? Dice che gli adolescenti sono costantemente connessi con la Rete, fino al punto da comunicate in chat con i genitori, spesso inconsapevoli dei rischi di quella che potremmo definire “internet-dipendenza”. SOS Il Telefono Azzurro in collaborazione con Doxakids, ha definito dimensione e contorno al fenomeno e lo ha fatto in occasione del Safer Internet Day (SID) 2016, una sorta di “d-day” internazionale voluto dall’Unione europea e dedicata alla sicurezza dei minori sulla Rete. L’indagine si basa sulle risposte a quesiti specifici, fornite da una platea di 600 ragazzi di età compresa tra 12 e i 18 anni e altrettanti genitori tra i 25 e i 64 anni. I risultati sono stati presentati oggi a Milano nel corso del convegno “Modelli di business tramite la rete e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti”. Ecco la fotografia di Sos Telefono Azzurro: il 17 per cento degli adolescenti intervistati dice che non riesce a staccarsi dallo smartphone dai social network: 1 su 4, ovvero il 25 per cento del campione, sta sempre connesso online e quasi 1 su 2 (il 45 per cento del campione) naviga sulla Rete più volte al giorno. E ancora, un dato sconvolgente: un adolescente su cinque (21 per cento del campione) si sveglia di notte per controllare se sono arrivati messaggi sul telefonino. Infine, quasi 4 su 5 ragazzi intervistati (78 per cento del campione) si messaggiano in continuazione su WhatsApp. Ma c’è un altro dato particolarmente significativo che l’indagine mette in luce: un adolescente su due afferma di essersi iscritti a Facebook prima dei 13 anni, ovvero l’età minima in cui sarebbe consentito l’accesso, mentre il 71 per cento degli intervista ha detto di aver avuto nella propria disponibilità uno smartphone mediamente all’età di 11 anni. Le chiavi di casa? Anche qui i tempi sono decisamente cambiati, perché gli intervistati dicono di averle ricevute dai genitori all’età di 12 anni. Fin qui i figli. Ma il focus sui genitori è assolutamente speculare e qui si potrebbe usare al contrario il detto popolare “tale figlio, tale padre e madre”. 

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Quattro genitori su cinque del campione sondato rivela di stare sui social network per comunicare costantemente con i propri figli: il 68 per cento su WhatsApp, il 18 su altre chat, e 1 su 4 ammette di soffrire di vamping. Ernesto Caffo che di SOS Il Telefono Azzurro è il presidente, commenta non senza preoccupazione: “Le nuove tecnologie e Internet oggi permeano la vita dei ragazzi e delle famiglie influenzando non solo i processi di costruzione d'identità e socializzazione, ma incidendo anche su riti e gesti della quotidianità e sui contenuti delle conversazioni familiari”. Infine c’è un altro dato che induce alla riflessione: il 71 per cento dei genitori dichiara di non essere in grado di rispondere agli allarmi lanciati dai propri figli: la percentuale appena indicata dice di non sapere cosa è il sexting, mentre il 12% non ha idea di cosa voglia dire cyberbullsimo. Per questo, SOS Il Telefono Azzurro ha deciso di fare proprio lo slogan del Safer Internet Day 2016 “Play your part for a better internet” e di chiedere a tutti quelli che stanno sulla Rete di fare la propria parte per rendere Internet una “piazza” più sicura dove far andare (navigare) i ragazzi di oggi. 

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