Melanoma, l'unico frutto della diagnosi fai da te è la banana

10 febbraio 2016 ore 13:10, Americo Mascarucci
Melanoma, l'unico frutto della diagnosi fai da te è la banana
Prevenire i melanomi oggi è molto più semplice di quanto si possa pensare e la soluzione, pensate, starebbe niente meno che in una buccia di banana.
Perché la differenza fra la buccia di una banana e la pelle umana passerebbe soltanto da un enzima, capace di produrre gli stessi effetti, cioè macchie da una parte e nei dall'altra, sul frutto e sull'individuo.
È il risultato di una ricerca del Politecnico federale di Losanna, i cui studiosi hanno messo a punto, partendo proprio dalle banane, uno scanner che segnala la presenza di melanomi e il relativo stadio di avanzamento. 
Pelle umana e buccia di banana, infatti, contengono entrambi un enzima, chiamato tirosinasi, che causa quelle macchie scure tanto sulla banana che sulla pelle umana sotto forma di nei! 
Questo enzima controlla la sintesi della melanina e reagisce di conseguenza alla eccessiva esposizione ai raggi solari. Partendo da questo fattore, i ricercatori svizzeri hanno messo a punto uno scanner che individua i tumori della pelle semplicemente guardando queste macchie.
Questo scanner è costituito da otto microelettrodi, che rilevano la risposta elettrochimica e individuano la presenza dell’enzima sulla pelle: una presenza sostanziale di tirosinasi può indicare già uno stato intermedio, mentre una distribuzione disomogenea indica uno stadio avanzato. 
Lo strumento, già testato sulla banana e con successo anche sui primi campioni di pelle, dovrebbe in un futuro sostituire la dolorosa biopsia e accorciare i tempi di diagnosi e intervento. 
"Test iniziali di laboratorio ci hanno mostrato che il nostro dispositivo potrebbe essere utilizzato per distruggere le cellule", ha affermato il responsabile dello studio Hubert Girault del Laboratory of Physical and Analytical Electrochemistry del polo vallesano del Politecnico che spiega:"Ritornando ad accarezzare l’area precedentemente scansionata, questa volta applicandovi un diverso voltaggio per distruggere le cellule cancerose" conclude l'esperto.
E allora, lunga vita alle banane!

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