L’Ue sta perdendosi? La crisi delle banche, l’assenza di leadership e Grexit

10 febbraio 2016 ore 13:52, Luca Lippi
Che fine ha fatto la Grecia? Non se ne parla più perché ha risolto tutti i problemi, oppure non se ne parla più perché è il fallimento di una strategia (politica? Europea? Della troika?) ed è meglio non parlarne. Allora facciamo il punto della situazione perché a breve si tornerà a parlare di Grecia e di Grexit, tanto vale cominciare a parlarne. 
Tutto passa per la debolezza crescente della Ue; per la Grecia è scaduto il tempo, deve implementare una pesantissima “riforma” delle pensioni e fiscale oppure non otterrà più credito dall’Europa, come stabilito dagli ultimi accordi sottoscritti da entrambe le parti (ci sarebbe stato un referendum su questi accordi, ma sono solo dettagli!). 

L’Ue sta perdendosi? La crisi delle banche, l’assenza di leadership e Grexit
In questa situazione si deve dare attenzione anche alla crescita dei gruppi di euroscettici ed euro dissidenti ormai in servizio permanente effettivo all’interno di ogni Paese membro. La Francia che allo stato attuale è il Paese con l’idea di Stato Europeo più forte di tutti è in attesa delle prossime elezioni per tirare i saldi delle varie politiche promosse negli ultimi anni. L’unico posto dove c’è armonia e comunione di intenti è la Bce, ragione per cui l’euro nonostante la scarsa stabilità politica, il totale disallineamento fiscale, il crescente volersi salutare senza oltrepassare la linea di frontiera, risulta essere piuttosto stabile e in questo dobbiamo rendere merito a Mario Draghi.
Ora il problema più prossimo è quello della crisi bancaria in Germania (perché la crisi del capitale colpisce tutti) e quindi i simpatici teutonici europei, già che erano poco inclini a mutuare ora lo saranno ancora meno, piuttosto sarebbe il caso di prestare attenzione a non farsi sfilare quel poco che c’è rimasto. In quest’ottica Mario Draghi ha espresso quanto di più sensato si potesse esprimere, cioè la costituzione di un fondo di garanzia europeo per i correntisti e un meccanismo di risoluzione europeo che affianchi il Bail In attraverso fondi europei. L’accordo è piuttosto complicato da raggiungere, richiede un’unione politica o una personalità politica catalizzante all’interno dell’Ue. In realtà quello che prima era la Merkel ora non c’è più, la leadership in Europa ormai è debolissima e senza una politica che non sia il mero interesse di bottega vale per la Germania come per tutti gli altri Paesi dell’Ue, l’Europa è destinata alla dissoluzione e con essa l’Euro. Teniamo lo sguardo fisso sulla Greca perché dalla Grecia passa la crisi più importante che l’Ue possa mai conoscere ammesso che continui l’esperienza dopo il Grexit.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...