Asahi si beve la Peroni. Il Giappone non è l'unico "buongustaio"

10 febbraio 2016 ore 17:00, Lucia Bigozzi
Chissà se a suggello dell’accordo si sono fatti un boccale di birra. Peroni, of course. Che però diventa giapponese. Asahi, azienda produttrice di birra nel Paese del Sol Levante, ha messo sul piatto del gruppo SABMiller, qualcosa come 400 miliardi di yen che corrispondono più o meno ai 3 miliardi di euro, per comprarsi lo storico marchio italiano. L’intesa pare alquanto vicina e se andasse in porto, rappresenterebbe la più grande acquisizione da parte di un produttore giapponese di birra. A riportare la news delle trattative è stato il quotidiano Nikkei secondo il quale il sì definitivo potrebbe arrivare a giorni e viene contestualizzata tra le operazioni finalizzate a consolidare il settore specifico delle bevande già in atto da alcuni anni. Se il Giappone si beve la Peroni, il gruppo SABMiller, recentemente acquisita dal conglomerato Anheuser-Busch InBev, secondo indiscrezioni di stampa, avrebbe necessità di cedere il marchio italiano Peroni che controlla dal 2003. 

Asahi si beve la Peroni. Il Giappone non è l'unico 'buongustaio'
A cosa punta Asahi? La strategia di mercato cui punta il produttore di birra ora focalizzata sull’area dell’Asia e dell’Oceania, prevede l’espansione sui mercati tradizionali. Quindi un ingresso nel campo dei competitor mondiali con il duplice obiettivo di portare in Occidente la sua etichetta Super Dry. Ma Asahi non è l’unico corteggiatore di Peroni. Si sono già fatti avanti il gruppo tailandese Thai Beverage e il San Miguel ma secondo il Nikkei avrebbero già abbandonato la partita. E’ bene ricordare che lo storico marchio italiano è attivo da più di 160 anni con una produzione annua di birra pari a 4,8 milioni di ettolitri. 

autore / Lucia Bigozzi
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