Ubi, utile in calo di 111,6 mln ma ha già fatto la ristrutturazione

10 febbraio 2017 ore 11:54, Luca Lippi
Resi noti i conti di Ubi Banca dal Consiglio di Amministrazione dell’istituto. La banca ha archiviato l’anno 2016 con una perdita contabile di 830 milioni di euro ma i dati non si leggono solo fermandosi alla perdita contabile. 
La settimana che si sta per concludere è stata piena di trimestrali che hanno riguardato soprattutto il comparto bancario italiano. Tralasciando per un attimo l’andamento delle azioni Ubi Banca dopo i conti, vale la pena di ricordare i tanto attesi dati Unicredit, alle prese con un aumento di capitale che sta ancora tenendo con il fiato sospeso. Resi noti anche i dati in rosso di Mps, che hanno preceduto di poco quelli sui conti Ubi.

Tutti dati di Ubi
Secondo i conti Ubi, la banca ha chiuso il 2016 con la già citata perdita contabile di 830 milioni di euro. Il rosso che ora sta pesando sulle azioni Ubi Banca è stato determinato soprattutto dal piano industriale che ha previsto incorporazioni e da diverse svalutazioni tra cui quella di 73 milioni per la quota nel fondo Atlante. I conti Ubi 2016 mal si confrontano con quelli dello scorso anno, archiviato con un utile di 116 milioni di euro.
Il 20 febbraio Ubi incorporerà altre 5 'banche rete' (Popolare di Bergamo, Banco di Brescia, Banca di Valle Camonica, Popolare di Ancona e Banca Carime) in anticipo sui tempi previsti, 500 risorse sono in uscita dal gruppo a fine mese e sono state ricevute richieste di adesione al fondo di solidarietà per oltre 1.250 risorse. Lo comunica la banca in occasione dell'approvazione dei conti, evidenziando "una forte riduzione dello stock dei crediti deteriorati", con un dividendo 'cash' di 0,11 euro per azione.

Ubi, utile in calo di 111,6 mln ma ha già fatto la ristrutturazione

Sempre secondo i conti che stanno pesando sulle azioni Ubi Banca, escludendo gli impatti del piano industriale e al netto delle poste straordinarie, l’utile normalizzato 2016 si è assestato a 111 milioni di euro.
I proventi operativi sono poi diminuiti del 7,5% e si sono attestati a 3,1 miliardi, con margine di interesse in calo dell’8,2% a 1,5 miliardi e commissioni nette in aumento del 2,7% a quota 1,3 miliardi. In evidenza gli oneri operativi in calo dell’1% a quota 2,2 miliardi, con un rapporto cost/income che è salito al 69%.
Per ciò che concerne la solidità patrimoniale, invece, i conti Ubi hanno mostrato un Cet1 ratio fully loaded in calo dall’11,28% di settembre 2016 all’11,22%. Il dato ha mostrato una flessione anche rispetto a quello del 2015 all’11,62%. Il Consiglio di amministrazione della banca andrà a proporre la distribuzione di un dividendo da 0,11 euro per azione. I conti hanno poi mostrato crediti deteriorati lordi a quota 12,521 miliardi, e crediti deteriorati netti a quota 8,056 miliardi.
Sempre secondo quanto riportato dai conti Ubi Banca, le rettifiche di valore nette per i crediti deteriorati hanno subito un incremento da 802,6 milioni a 1,566 miliardi, mentre le rettifiche di valore per deterioramento di altre attività si sono attestate a 130,1 milioni. 
Con riferimento all’operazione di acquisizione delle good bank, le condizioni di pre-closing si stanno realizzando secondo le modalità previste. Il gruppo ha formulato la sua offerta per Banca Marche, Popolare Etruria e CariChieti. 
La nota a corredo dei dati riporta che a seguito degli accordi sindacali, 500 risorse sono in uscita dal gruppo a fine febbraio 2017. Peraltro, sempre in anticipo sui tempi previsti, sono state ricevute richieste di adesione al fondo di solidarietà per oltre 1.250 risorse. 

autore / Luca Lippi
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