Bufera su Co Co Co e Pro: scompare il sussidio di disoccupazione

10 febbraio 2017 ore 15:19, Luca Lippi
Sospeso il Dis-Coll, il paracadute che tutelava un’ampia fetta di dipendenti che adesso vivrà con la spada di Damocle di un precariato ancora più opprimente. Tradotto, è bufera per i lavoratori co.co.co e co.co.pro.
L’Inps, infatti, ha comunicato che in questo 2017 verrà abrogata l’indennità per i collaboratori iscritti alla gestione separata. Non ci sono più i fondi per mantenere in vita la Dis-Coll.
La brutta notizia riguarda tutti quei dipendenti che hanno perso il lavoro nel 2017. Risulta invece ancora attivo l’assegno di indennità per tutti coloro che hanno perso il posto nell’arco del 2016, per loro, infatti, è ancora in funzione la copertura finanziaria, grazie ai 54 milioni di euro erogati lo scorso anno.
Il sussidio era parte integrante del pacchetto degli indennizzi previsti dal Jobs Act. Riuscito a sopravvivere fino alla fine del 2016, non è stato prorogato anche per l’anno corrente, destando non poca preoccupazione in chi potrebbe perdere il lavoro e trovarsi senza alcun tipo di aiuto economico e parliamo di 300 mila persone.

Bufera su Co Co Co e Pro: scompare il sussidio di disoccupazione

Cos’è la Dis-Coll
Prima di tutto ricordiamo che L'art.15 del Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22, recante "Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n.183" ha istituito, in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi nell'anno solare 2015, una prestazione di disoccupazione mensile denominata Dis-Coll in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto.
l'Inps, fa riferimento alla “assenza di previsione normativa”. L'indennità, dunque, sarà comunque erogata ancora a chi è rimasto “involontariamente” senza lavoro entro il 31 dicembre 2016. La Dis-Coll era stata introdotta con il jobs act nel filone riguardante gli ammortizzatori sociali. Nel 2016 era stata rifinanziata nella legge di stabilità con 54 milioni, ma per quest'anno si è deciso di cassarla. Il paracadute copriva i lavoratori senza partita iva iscritti alla gestione separata Inps a condizione che avessero almeno tre mesi di contribuzione a partire dall'anno solare precedente alla perdita del posto. I co.co.co. e co.co.pro. interessati da questo taglio sono circa 300mila. Il salvacondotto statale non era proprio marginale: consisteva nel 75% del reddito medio mensile se inferiore all'importo di 1.195 euro. L'indennità non poteva comunque superare la misura massima mensile di 1.300 euro per l'anno 2015, rivalutato annualmente.

In conclusione, il mondo del lavoro si popola giorno dopo giorno di figure dai profili non ben delineati che rimangono inevitabilmente estromessi dai regolamenti normativi, una lentezza di adattamento che lascia nel baratro dell’incertezza un numero sempre crescente di lavoratori non tutelati. 
Questi erano i motivi che avevano spinto a introdurre il nuovo trattamento di disoccupazione sperimentale, in modo da garantire maggiori tutele per quella porzione crescente di lavoratori che vive nel mondo del lavoro con molti oneri e poche tutele. Purtroppo è più urgente dirottare risorse altrove e tutto sommato il precariato è naturalmente destinato a diventare strutturale nel mondo del lavoro. Non perde solo il Welfare, ma soprattutto perde l’economia di un Paese che non potendo stabilizzare i redditi non ha alcuna speranza per imbastire una strategia di crescita duratura.

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autore / Luca Lippi
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