Traffico di cocaina: dalla Colombia a Gioia Tauro nei container per alimenti

10 gennaio 2017 ore 11:27, Luca Lippi
Nell'ambito di un'inchiesta contro il traffico internazionale di cocaina tra la Calabria e la Colombia, tre pescaresi sono stati arrestati questa notte dagli uomini della squadra mobile. La droga secondo gli investigatori, doveva arrivare in Italia verosimilmente nel porto di Gioia Tauro, nascosta in container di frutta o di pesce surgelato. Sempre secondo gli investigatori, il traffico di droga con il Sudamerica era gestito da un'organizzazione criminale legata alla 'Ndrangheta.
Nel dettaglio
L'operazione  è partita da Reggio Calabria, dove gli uomini della squadra mobile, condotti dalla Dda e dall'Antimafia, hanno eseguito 19 ordinanze di custodie cautelari, di cui 15 in carcere e 4 ai domiciliari. Nome dell’operazione ‘Buena Ventura’.
I tre pescaresi arrestati sono accusati di far parte dell'organizzazione criminale dalla quale, attraverso Giovanni Palamara (ora in carcere) avrebbero acquistato diversi quantitativi di cocaina destinati alla piaza di Chieti e Pescara. 

Traffico di cocaina: dalla Colombia a Gioia Tauro nei container per alimenti

L’operazione ‘Buena Ventura’ nasce due anni fa, ogni passaggio dell’indagine è raccolta in un fascicolo di 500 pagine redatte dalla polizia di Stato nelle quali sono riportate tutte la fasi dell’inchiesta ivi comprese intercettazioni ambientali e telefoniche. Secondo quanto riportato nell’ampia relazione, si configurerebbero attività a conforto del sodalizio transnazionale dedito al traffico di stupefacenti. In particolare, il cartello calabrese riconducibile alle famiglie Morabito-Bruzzaniti-Palamara, secondo gli investigatori, aveva assunto iniziative “concrete e avanzate” per pianificare e realizzare la compravendita di droga lungo l'asse Reggio Calabria-Bogotà. L'importazione sarebbe avvenuta attraverso apposite società operanti soprattutto nell'importazione di prodotti ortofrutticoli o di pesce. A tale scopo, secondo l'accusa, alcuni trafficanti calabresi avrebbero allestito nella Locride un negozio per la rivendita di pesci surgelati provenienti dal Sudamerica. In alcuni casi la droga sarebbe stata inviata per via aerea.
L’indagine in Europa
Gli investigatori hanno sequestrato, in Italia e in Spagna, consistenti quantitativi di cocaina. I sequestri sono stati effettuati nel corso di specifiche operazioni antidroga condotte in provincia di Reggio Calabria e all'aeroporto Barajas di Madrid da parte delle rispettive forze di polizia (Polizia di Stato Italiana e Cuerpo National de Polizia - Comisaria General de Policia Judicial - U.D.Y.C.O. Central). Complessivamente, i sequestri di stupefacente eseguiti grazie all’indagine ‘Buena Ventura’ ammontano a oltre 35 chili di cocaina. 
La droga, oltre che via mare, sarebbe giunta in Italia anche via aerea con corrieri adibiti al trasporto della cocaina in valigie fino ad uno scalo aereo del Centro-Nord Italia. 
Le indagini della Squadra mobile di Reggio Calabria, condotte anche con attività pianificate e congiunte, coordinate su scala internazionale dalla Direzione centrale per i Servizi antidroga e dallo Sco, hanno svelato le dinamiche di rilevanti traffici di cocaina tra la Colombia e la Calabria, con il coinvolgimento di soggetti legati ai narcos.

autore / Luca Lippi
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