Che fine ha fatto Corinne Cléry

10 luglio 2017 ore 15:17, intelligo
All'uscita del libro Historie d’O  gli intellettuali francesi rimasero sbalestrati ed è passata alla storia un'esclamazione di Camus: "Una donna? Impossibile! Questo non può essere stato scritto da una donna...!" Eppure, c’era proprio una donna dietro la torbida storia d’O, e più precisamente Pauline Réage, alias Dominique Aury, alias Anne Desclos (1907-1998), scrittrice di destra che compose il romanzo per compiacere il suo anfitrione-amante Jean Paulhan. Anne Desclos era stata un’allieva di Paulhan, e in seguito malgrado i vent’anni di differenza d’età che correvano tra i due, era divenuta l’amante dello scrittore francese. La relazione era stata lunga ed appagante ma quando cominciava ad avvicinarsi ai quarant'anni, Anne sentendo che il suo amante si stava allontanando da lei, e in reazione a un'osservazione da lui fatta, «le donne non possono scrivere romanzi erotici», la Desclos con lo pseudonimo di Dominique Aury scrive Histoire d'O che viene rifiutato dal suo editore Gallimard, permettendo così al giovane editore Jean-Jacques Pauvert di pubblicare uno dei suoi primi best-seller.  Un successo editoriale, e un grande successo cinematografico, quando la pellicola uscì nel 1975, non solo per il pubblico, attirato dalla scene erotiche, ma anche di critica se, pure oggi, come scrive Davide Pulici: il film di Jaeckin è invecchiato bene [...] la vicenda di "O" che si fa cieco strumento e olocausto del piacere dell'Amante non lascia né annoiati né indifferenti.” Ma non è solo la storia ad aver creato il successo di Historie d’O, anche la sua interprete principale, colei che è O, e che la produzione faticò non poco a individuare dopo che almeno tre attrici rifiutarono il film perché troppo scabroso. Alla fine, si arrivò a lei. A lei che seppe essere O fino nel profondo. A lei che, dice sempre Pulici, all’epoca era di una bellezza opalina, morbida e perfetta e che già quando passò in Italia aveva perso qualcosa...
Corinne Clery , pseudonimo di Corinne Piccolo – quindi con evidenti origini italiane - nasce a Parigi il 23 marzo del 1950. La passione per la recitazione arriva nella sua vita abbastanza tardi, anche se lei racconta il suo incontro con il teatro così: “Mia nonna per Natale mi regalava l’abbonamento alla Comedie Francaise;  il giovedì era un appuntamento immancabile per scoprire tutte le pièces francesi e in particolare Molière. Ma non è scattato niente però. Mi piaceva, ero interessata, molto affascinata ma non mi è venuto in mente di fare l’attrice guardando quegli spettacoli.”  Poi, con il trascorrere degli anni, frequentando l’ambiente dello spettacolo, riceve tante offerte per recitare, che Corinne lascia cadere fino a quando dice di essersi sentita abbastanza incosciente per provarci. Racconta a Francesco Mattana per Saltinaria.it: “Ho cominciato con
Che fine ha fatto Corinne Cléry
Cronache mondane di D’annunzio. Facevo sette personaggi in scena senza mai uscire, sette tipi di donne diverse: dall’intellettuale, alla vecchia cattiva, alla puttana, all’ubriacona. Mi hanno sempre cercata, non ho mai cercato io il teatro. Sempre stato così”.
In vita sua, comunque, è sempre stata una donna che ha accelerato i tempi. A diciotto anni è già sposata e ha un bambino. Ma il matrimonio dura pochissimo. Racconta: “Ho sofferto tanto, ho dovuto lasciare mio marito, Hubert Wayaffe, musicista francese, per la salute del mio bambino, lui non se ne occupava. Mio figlio Alex è stato male, aveva 11 mesi quando prese il colera e la salmonellosi: è stato per morire. Io ho perso dieci chili in quel periodo, siamo stati in ospedale, poi a casa, ma il mio ex era indifferente. Allora di notte, con il mio fagottino, sono scappata». E poi? “ E poi ancora un grande amore, Luca Valerio. Avevo 21 anni, lui 3 di più. E’ stato per seguire Luca che sono venuta in Italia. Ci siamo sposati e siamo rimasti insieme per sette anni. Una bella storia.” A quel punto una girandola di amori, relazioni più o meno importanti, più o meno coinvolgenti, ma sempre vissute con sincerità: Marco Risi, Brando Quilici, un giovane architetto greco, Paolo Pazzaglia, Giovanni Zanardo, Luigi, un dentista romano e, ciliegina sulla torta, Claude Lelouche. 

Definisce quella storia una passione esagerata, tenuta accuratamente nascosta, con lui che andava da lei di notte e se ne andava alle sei del mattino per non farsi vedere.  Un breve amore anche con Franco Nero, durato il tempo del film Autostop rosso sangue di Pasquale Festa Campanile. Una storia tenere sfociata poi in una bella amicizia che dura ancora adesso. Racconta di aver tradito pochissime volte nella sua vita, ma di essere stata a sua volta tradita, e che non le interessa il sesso senza amore. Aggiunge che a colpirla non sono i fisici palestrati, ma il gioco degli sguardi, lui che tocca di nascosto, la carica di sensualità che c’è anche in un fugace sfiorarsi, e allora capisci perché Corinne fu così perfetta nel ruolo d’O che, anche a distanza di oltre quarant’anni, fa fare una figura barbina alle “cinquanta sfumature” di qualsiasi colore esse siano.
Dopo tante brevi storie è arrivato poi il grandissimo amore della sua vita, Beppe Ercole, ex di Serena Grandi con cui Corinne era molto amica. Un uomo che l’attrice francese definisce uguale a lei, un po’pazzo ma molto quadrato. Stessi gusti: cani, piante, cucina, decorazione. Una casa a Fregene mentre pensavano di invecchiare insieme e progettavano una casa al mare definitiva. E poi, di colpo, il dramma, con Ercole che si ammala e che ha solo due mesi di vita. Una tragedia che devasta Corinne fin dentro l’anima.  La salva il lavoro, e anche un nuovo giovane amore con Angelo Costabile, molti anni più giovane di lei, ma tostissimo e capace di tenerle testa come piace a lei.  E poi di nuovo tanto lavoro, spaziando in ogni campo. 
Corinne, nella sua carriera, recita in realtà in due capolavori, appunto Historie d’O, e Kleinhoff Hotel, per regia di Carlo Lizzani, del 1977, poi una serie di film da cassetta di cui comunque l’attrice non si è pentita perché l’hanno fatta spesso lavorare anche con ottimi registi e ottimi attori. La gran parte della sua carriera cinematografica si è svolta in Italia, per lo più in film di genere, tra thriller erotici e commedie, con professionisti quali Sergio Corbucci, Salvatore Samperi, Pasquale Festa Campanile, Carlo Vanzina, Carlo Lizzani, Giorgio Capitani, Lucio Fulci e molti altri.
Corinne Clery negli anni ottanta lavora molto anche per la televisione italiana, interpretando parecchi sceneggiati come Benedetta & Company (1983), Disperatamente Giulia (1989) e Vita coi figli (1990). Nel 2006 e nel 2007 è protagonista nella fiction e poi soap opera di Rai 1 Incantesimo 8-9 con il ruolo di Viola Dessì, madre di Aldo Dessì, interpretato da Paolo Romano. Nel dicembre 1983 presenta per Rai 1 con Sammy Barbot il programma settimanale, in onda alle 18:40 da Torino, intitolato Forte Fortissimo TV Top, su testi di Marco Di Tillo e Annabella Cerliani. Nel gennaio 2009 partecipa come concorrente al reality show di Rai 1 Ballando con le stelle, in coppia con il ballerino Chuck Danza e venendo eliminati al termine della prima puntata. Nel settembre 2013 partecipa alla seconda edizione del reality di Rai 2 Pechino Express col suo compagno del periodo, l'attore Angelo Costabile; i due verranno eliminati al termine della quinta puntata. Per i 40 anni di Histoire d'O il 15 maggio 2015 è ospite al Grand Hotel Chiambretti su Canale 5.
Insomma, una donna incredibile Corinne, piena di fascino, fisicamente sempre bella da farti pensare di aver fatto un patto col demonio, ma anche sempre in movimento, ad inventare la sua vita come se non debba finire mai. E questo è probabilmente il fascino maggiore che ha, quello che ancora oggi la fa essere soggetto di tanti sogni…

di Anna Paratore

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