Saliva indicatore del Parkinson: basta uno sputo per scoprire le terapie senza punture

10 maggio 2016 ore 12:50, Americo Mascarucci
Prevenire e curare il Parkinson attraverso la saliva.
Stando a uno studio condotto dall'Università La Sapienza di Roma presto potrebbe essere sufficiente prelevare un campione di saliva per studiare a fondo i casi di Parkinson. 
La ricerca, che è stata guidata dal neurologo Alfredo Berardelli, ha evidenziato che nei pazienti malati di Parkindon diminuisce l’alfa-sinucleina, una proteina che si trova nel sistema nervoso oltre che in altri organi. Questa proteina svolge un ruolo molto importante in quanto facilita il rilascio dei neurotrasmettitori per il sistema nervoso. In tal senso aiuta la trasmissione della dopamina, che risulta carente in chi è malato di Parkinson. 
Attualmente le concentrazioni di tale proteina si rilevano tramite puntura lombare, che è una procedura invasiva, dolorosa e scarsamente ripetibile per il paziente. "Da tempo si è alla ricerca di un biomarker che aiuti nella diagnosi e nella valutazione dell’evolvere della malattia -commenta Berardelli che è Presidente dell’Accademia per la malattia di Parkinson - Noi abbiamo osservato che nei parkinsoniani si riduce la forma non aggregata monomerica, dell’alfa-sinucleina e questa riduzione è correlata in modo proporzionale alla gravità del quadro motorio. È come se questa proteina venisse consumata dalle cellule e accumulata in aggregati, gli oligomeri, che risultano infatti aumentati". 
 Il dosaggio della presenza di tale proteina può rilevare molte informazioni utili poiché essa si occupa di rilasciare neurotrasmettitori fra le terminazioni nervose – favorendo in questo modo lo scambio di informazioni – ma anche di aiutare la trasmissione della dopamina. 
Riuscire a misurare i suoi livelli direttamente dalla saliva e non attraverso la puntura lombare rappresenterebbe dunque un grande vantaggio, sia per i medici sia per il paziente. I ricercatori che hanno portato avanti lo studio si dicono piuttosto entusiasti del risultato ma ovviamente occorreranno altri studi per confermare quanto ottenuto fino a questo momento. 

Saliva indicatore del Parkinson: basta uno sputo per scoprire le terapie senza punture
Se la ricerca dovesse essere confermata, potrebbe essere una buona notizia per tutti i malati che lottano contro il morbo di Parkinson (almeno 250mila solo in Italia, un numero destinato purtroppo ad aumentare nei prossimi quindici anni). 
Si tratta di una scoperta, spiega Berardelli, "che sarà molto utile nella diagnosi e nella pratica clinica per valutare l'andamento nel tempo della malattia, e ciò permetterà di stabilire le strategie terapeutiche migliori per ogni singolo paziente".

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